Copertina di Shinedown Threat To Survival
Nicolazzz

• Voto:

Per fan storici degli shinedown, appassionati di rock alternativo e pop rock, ascoltatori critici di musica rock moderna.
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LA RECENSIONE

"Threat To Survival" è il quinto album in studio della band americana Shinedown, uscito il 18 Settembre 2015 per l'Atlantic Records. "Threat To Survival" è l'album che segna definitivamente il cambio di genere, stile e tutto il resto da parte degli Shinedown. La fine degli Shinedown praticamente, o meglio gli Shinedown dei primi due/tre album considerati grandissimi album dal sottoscritto. Se già con "Amaryllis", il penultimo disco in ordine di tempo datato 2012, si poteva sentire un cambiamento nello stile seppur non ancora così accentuato, in questo "Threat To Survival" si è toccato il punto di non ritorno. Eppure il disco non parte così male.


"Asking For It", il singolone "Cut The Cord" con tanto di coro di bambini che così tanto piace al gruppo (ricordate "Bully"?) e "State Of My Head" sono tre brani dignitosi. Non c'è la rabbia di una volta, in realtà non c'è dai tempi di "Sound Of Madness" del 2008 ma non importa, ma comunque sono brani che scorrono facilmente e rimangono anche impressi nella mente dell'ascoltatore. Fosse stato un EP di tre canzoni sarebbe filato tutto liscio, peccato che ci sono altri 7 brani. E per me da qui inizia il vuoto. Tutte canzoni che sanno da riempitivo, con una struttura abbastanza uguale nelle strofe e il ritornello che cerca di essere il più possibile radio friendly così da poter essere cantato a squarciagola dai (nuovi) fans ai concerti. Il punto più basso del disco si tocca a mio avviso su "Think As tTieves", personalmente la canzone più brutta mai uscita dalla discografia di questi quattro ragazzi. "Black Cadillac" ci rissoleva un po' il morale ma non di molto perchè si chiude con "Misfits", uno di quei brani che ho descritto poche righe sopra.


Se siete fan del pop rock con un po' di distorsione cattivella, alla Nickleback per dire (e non voglio essere offensivo nei loro confronti, a me non dispiacciono quel tipo di canzoni basta che siano decenti!) questo album probabilmente vi piacerà. Se invece siete fan degli Shinedown di vecchia data (come il sottoscritto) e già da "Amaryllis" avete cominciato a storcere il naso, evitate questo album. Non sono assolutamente contrario ai cambiamenti di rotta da parte dei gruppi, anzi mi piace vedere come la gente sa re-inventarsi, basta che lo facciano bene. E qui, a mio parere, non ci sono riusciti. Peccato, avrei soltanto voluto vederli dal vivo ai tempi d'oro.

P.S. Fa abbastanza ridere vedere il gruppo sulla propria pagina Facebook che cerca di difendere questo cambiamento di stile postando commenti di fan che li difendono. Cari Shinedown questo vuol dire che in fondo in fondo non siete convinti neanche voi di quello che avete fatto, altrimenti non cerchereste in tutti i modi di giustificare ciò che è stato fatto.

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Riassunto del Bot

"Threat To Survival" è il quinto album degli Shinedown e segna un netto cambio stilistico rispetto ai loro lavori precedenti. Se alcuni brani iniziali risultano validi e orecchiabili, gran parte del disco appare come un filler radio-friendly che delude i fan storici. L'album manca della rabbia e dell'energia dei lavori più amati della band, compromettendo l'identità del gruppo secondo il recensore.

Tracce

01   Asking For It (03:31)

02   Black Cadillac (03:28)

03   Misfits (04:06)

04   Cut The Cord (03:42)

05   State Of My Head (03:26)

06   Outcast (03:26)

07   How Did You Love (03:08)

08   It All Adds Up (03:51)

09   Oblivion (03:58)

10   Dangerous (03:52)

11   Thick As Thieves (03:54)

Shinedown

Gli Shinedown sono una rock band statunitense nata a Jacksonville (Florida) nel 2001. La formazione stabile comprende Brent Smith (voce), Zach Myers (chitarre), Eric Bass (basso, tastiere, produzione) e Barry Kerch (batteria). Hanno esordito con Leave a Whisper (2003), proseguito con Us and Them (2005) e raggiunto l’affermazione di massa con The Sound of Madness (2008), trainato da singoli come Second Chance. Noti per l’equilibrio tra riff hard rock e ballad radiofoniche, pubblicano anche un apprezzato live, Somewhere in the Stratosphere, e continuano l’attività con album su Atlantic Records.
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