Copertina di Sigur Rós Ágætis Byrjun
Olsen Olsen

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Per amanti della musica post-rock, fan di sonorità sognanti e atmosfere misteriose, appassionati di musica alternativa e islandese
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LA RECENSIONE

Dopo una breve intro, che altro non è che un pezzo della title track suonato al contrario, vi ritroverete nella terra magica e misteriosa dei Sigur Ros, l'Islanda. Con "Svefn-G-Englar", una mini-suite di dieci minuti, folletti e fate popoleranno l'ambiente nel quale state ascoltando questo capolavoro. Tutti i brani sono contraddistinti da un minutaggio elevato e da un incedere sognante e mistico.

Archi e pianoforte danno il via a "Staralfur" e come in tutti i brani, la voce molto particolare di Jonsi (molti l'hanno scambiata per una voce femminile) cattura l'attenzione e lascia quasi ipnotizzati. Nonostante la coraggiosa scelta di cantare in lingua madre, l'intero lavoro non ne risente e, anzi, conferisce una strana aura a questo loro secondo disco. "Flugufrelsarinn", "Ny Battery" (pubblicata anche come singolo) e "Hjartad Hamast" rubano la parte centrale dell'opera, prima di arrivare all'altra mini-suite "Vidrar Vel Til Loftarasa". Anche qui un inizio calmo e all'apparenza infinito che si snoda su un tappeto di archi, pianoforte e percussioni prima di innalzarsi con un climax e andare a concludersi in un frastuono temporalesco. "Olsen Olsen" con il suo giro di basso accattivante e un flauto traverso che caratterizza la parte centrale del pezzo ci conduce alla fine del disco con la title track e "Avalon" un pezzo strumentale, una sorta di outro, scura ed elettronica.

Il disco risale al 2000, anche se in Islanda venne pubblicato all'incirca un anno prima, e a mio parere è ancora molto attuale.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Ágætis Byrjun, il secondo album dei Sigur Rós, per le sue atmosfere sognanti e misteriose che trasportano l'ascoltatore in un viaggio musicale ipnotico. La particolare voce di Jonsi e la strumentazione ricca di archi e pianoforti creano un lavoro ancora attuale e unico. Le mini-suite e brani lunghi sottolineano la potenza emotiva del disco.

Tracce testi video

Sigur Rós

Sigur Rós sono una band post-rock islandese, nata a Reykjavík nel 1994. Celebri per l’atmosfera glaciale, l’uso di lingue inventate e sonorità eteree, hanno avuto impatto internazionale grazie a dischi come 'Ágætis byrjun' e '( )'.
45 Recensioni

Altre recensioni

Di  Rivo

 Quando te ne accorgi è già troppo tardi e sei già stato rapito.

 Quanta novità! Quanta emozione!! Quanta profondità in questo disco!!!


Di  Totisque

 Non si può non ascoltare con venerazione questo lavoro.

 Voce stridula, voce quasi aliena, voce da satiro dei boschi, voce malinconia, voce angelica.