"Come? Sven-gi cosa??"
"Svefn-g-englar, così come te l'ho pronunciato io", mi diceva Lor15 al telefono qualche anno fa, parlandomi dei Sigur Ros [si-ur rose].
Un disco che mi ero scaricato, ascoltato nei rumori dell'ufficio e dimenticato nell'hard disc.
Poi ho comprato ( ) ed ho capito: vanno ascoltati al buio, nel silenzio più assoluto. Qualsiasi rumore rovinerebbe l'idillio musicale.
Dunque sono tornato sui miei passi e me lo sono comprato, questo impronunciabile "Ágætis Byrjun" [OW-guy-tis bi-r-yun ].
E, nel silenzio, l'ho riascoltato:
un film in tecnica digitale con i colori estremamente saturi. Una terra, l'Islanda, a fatica conquistata dall'uomo, che per viverci deve adattarvisi (non adattarla) rispettandone i cicli vitali, l'acqua e l'aria. Gli strumenti, svariati e orchestrati in maniera sublime, intessono le trame di una rete che alla fine ti circonda senza nemmeno darti un preavviso. Quando te ne accorgi è già troppo tardi e sei già stato rapito.
Anche la voce è uno strumento che pronuncia parole di un idioma a noi incomprensibile. Con google trovo alcune traduzioni:
"I'm Here Again
Inside You
It's So Good Staying Here
But I Stay A Short While
I Float Around In Underwater Hibernation
In A Hotel Connected To The Electricity Board And Nourishing
Tyoowoohoo
But The Wait Makes Me Uneasy – I Kick The Fragility Away
And Shout – I Have To Go - Help
Tyoowoohoo
I Explode Out And The Peace Is Gone
Bathed In New Light
I Cry And I Cry - Disconnected
A Ruined Brain Put On Breasts
And Fed By Sleepwalkers"
...da "Svefn-G-Englar"
Non un disco pop, non un disco rock. Forse è un nuovo genere, inclassificabile. Gli strumenti si intersecano ed inventano nuovi orizzonti. Si sente che chi vive lontano da "contaminazioni" culturali di ogni tipo è agevolato in termini di creatività!
Quanta novità! Quanta emozione!! Quanta profondità in questo disco!!!
Chiudendo gli occhi ho ascoltato ripetutamente alcune tracce, in particolare "Ný Batterí" e "Olsen Olsen". Ed il viaggio proseguiva oltre ogni limite...
Imperdibili!!
Non si può non ascoltare con venerazione questo lavoro.
Voce stridula, voce quasi aliena, voce da satiro dei boschi, voce malinconia, voce angelica.
Con "Svefn-G-Englar", una mini-suite di dieci minuti, folletti e fate popoleranno l'ambiente nel quale state ascoltando questo capolavoro.
La voce molto particolare di Jonsi cattura l'attenzione e lascia quasi ipnotizzati.