Copertina di Simon & Garfunkel Wednesday Morning, 3 A.M.
Pibroch

• Voto:

Per appassionati di musica folk, cultori della musica anni ’60, fan di simon & garfunkel, amanti delle canzoni di protesta e melodie acustiche
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LA RECENSIONE

“As we march down to Fanerio

our captain fell in love

with a lady like a dove,

and they called her name pretty Peggy-o”.

L’esordio LP-idico (il primo singolo, tale “Hey, Schoolgirl”, è del 1957) di Simon & Garfunkel è tutto qua: melodie immediate, delicate chitarre ed un pizzico di tradizione popolare. Un’oasi di serenità: siamo nel millenovecentosessantaquattro; per gli Stati Uniti sono anni di guerra (Vietnam) e di lutti (in pochi anni tra gli altri J.F. Kennedy, Martin Luther King e Marilyn Monroe) che colpiscono non poco la società. Se questo sfondo c’entri davvero con quanto sto dicendo, francamente lo ignoro, però mi piace crederlo: nella funerea copertina dai caratteri epitaffici - contrappunto al variopinto mosaico racchiusovi - i due giovanissimi musici americani mandano alle stampe per la Columbia questo “Wednesday Morning, 3 A.M.”, acerbo accenno di quanto di buono verrà, nonostante un iniziale fiasco di vendite.

L’ellepì prende piede in apnea con “You Can Tell The World”, invero allegra badilata verbale per il bambin d’Israele – che del resto brought joy joy joy into my heart. Bene, bravi, campanacci e barattoli: ecco “Last Night I Had The Strangest Dream”, sorta di filastrocca sbraitata mentre la gente per strada danza tondando. Colpisce già la particolarità delle due voci, bianche nella loro purezza, due voci che per strade diverse si cercano e si sostengono. Tocca nel profondo “Sparrow”, fragile il passero che cerca una briciola d’amore – Non io, dissero la quercia, il cigno ed il granturco. Io gliene darò, disse la Terra, polvere eravate e polvere tornerete.

Tradizione popolare, si diceva: e se da un lato abbiamo la gioiosa “Go Tell It On The Mountain” annunciante la nascita – Hallelujah! - del divin pargolo a mari e monti, dall’altro ecco la sublime filastrocca di “Peggy-O” di cui prima, talmente tenera, dolce ed amorevole da terminare distruttiva ed incendiaria. In senso figurato, s’intende. La guerra è realmente distruttiva, al limite. Ed allora ecco la scottante attualità vietnamita: l'ispirazione dylaniana di “He Was My Brother”, atto d’accusa all’ars bellica, colpisce per il lancinante ricordo dell’eroe per la patria. Uno dei tanti, magari dimenticati, eroi della patria. Lui era mio fratello, aveva 23 anni il giorno in cui morì. Lui era mio fratello, e morì perché i suoi fratelli potessero essere liberi. Amen: preghiera. “Benedictus”, liturgico rifacimento, mette in risalto nonostante uno stentato latino le belle voci di Art e Paul. Brano (mi sembra il termine corretto) straniante, eppur dolcissimo.

Il peregrinar di traccia in traccia, quasi a seguire un filo di chissà quale trama, mi porta ad una solida struttura, ben costruita e confortevole, che spesso i due si troveranno ad abitare. “The Sun Is Burning” è costruita su cinque strofe di pari dignità e dalla bellissima linea melodica; la parabola celeste della stella cui tutto dobbiamo diviene allegoria di umana imperfezione, dall’affetto pomeridiano all’odor di cenere della sera. Prosegue sulla falsariga anche “Bleecker Street”, schiettamente bellissima: impressionimo in musica, toccate di pennello nella raccolta di un istante, unico in quanto tale nel suo apparire.

Voices leaving from a sad café, smiling faces try to understand; I saw a shadow touch a shadow’s hand on Bleecker Street.

Quantomeno usuale per quei tempi musicalmente arcani, ecco puntuale la cover dello stesso Bob Dylan ad acquistare nuovo smalto e vigore: “The Times They Are A-Changin’”, nella fattispecie, resa più fluida senza la geniale patata in bocca del grande cantautore.

Qualche ottimo brano, insomma, molta dolcezza e qualche bel riempitivo; ma tutto questo non fa storia (se questo album la faccia, non lo so; io dico che nel suo piccolo qualcosina lo smuove). Per fare un bel gioiello, ci vogliono le gemme. “The Sound Of Silence” lo è. Ancora acerba, minimale, eppur sognante; nota a chiunque, io credo, anche senza che si sappia di conoscerla. Perfette le due melodie, a sovrapporsi in un principio d’immortalità; non sarà la stupenda canzone dell’omonimo nipotino in vinile, ma questo dialogo tra le voci e le chitarre commuove di purezza. “Wednesday Morning, 3 A.M.”, forse, lo è ancor di più: è poesia, è un ritratto da brividi, è il peso di azioni sconsiderate (My life seems unreal, my crime an illusion: a scene badly written in wich I must play), angoscianti alla luna piena delle notti d’inverno, magone terribile di stupidità. Eppur è anche speranza: è la sicurezza del tiepido corpo dell’amore, è l’attesa del mattino, giusto poche ore più in là, a riscaldare il freddo dell’animo.

Non è ancora il tempo di Kathy e di Cecilia, non è ancora il momento di raccontare dell’America e di prezzemolo-salvia-rosmarino-e-timo. Tante storie verranno ancora, tanti vicende faranno crescere i due musici, alti e bassi li separeranno più volte rendendo evidente la forza della loro unione. Per una volta, però, è bello soffermarsi agli istanti in cui ogni cosa ha inizio. Perché una cosa Simon & Garfunkel l’hanno capita subito: ogni storia merita di essere conosciuta, narrata in un sospiro, roboante nel silenzio dell’uomo. Poco importa se anche i profeti debbano scrivere sui muri della metropolitana. L’importante è che scrivano.

 

 

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Riassunto del Bot

La recensione descrive l’esordio di Simon & Garfunkel come un album delicato e fatto di melodie immediate, con influenze di tradizione popolare. Il contesto storico americano degli anni ’60, segnato da guerra e lutti, fa da sfondo riflessivo. Brani come “The Sound of Silence” emergono come gemme di purezza e speranza. L’album è visto come l’inizio di un percorso artistico che si farà più completo nei successivi lavori della coppia.

Tracce testi video

01   You Can Tell the World (02:47)

02   Last Night I Had the Strangest Dream (02:11)

03   Bleecker Street (02:44)

06   The Sound of Silence (03:08)

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07   He Was My Brother (02:48)

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09   Go Tell It on the Mountain (02:06)

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10   The Sun Is Burning (02:49)

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11   The Times They Are A-Changin' (02:52)

12   Wednesday Morning, 3 A.M. (02:13)

Simon & Garfunkel

Duo folk-rock statunitense formato da Paul Simon e Art Garfunkel, emerso a metà anni ’60 con The Sound of Silence. Celebri per le armonie vocali e il songwriting di Simon, pubblicano album cardine come Bookends e Bridge Over Troubled Water; si sciolgono nel 1970 e si riuniscono in eventi speciali, incluso il Concert in Central Park (1981).
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