Copertina di Simple Minds Black & White 050505
Giordyboy

• Voto:

Per fan dei simple minds, appassionati di rock-pop moderno, cultori della musica anni '80 e ascoltatori interessati a ritorni artistici di band storiche
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LA RECENSIONE

Nella vita a volte capita di perdere la strada. Capita di ritrovarsi ad essere la brutta copia di se stessi.
Nella vita a volte le cose vanno un po' da sole e ti ritrovi a non sapere più chi sei.
Succede spesso, succede a tanti. Succede alle persone che incontri per strada, alla ragazza seduta di fronte a te in un vagone della metropolitana, all'uomo seduto in macchina nel traffico, all'amico di tutta una vita che all'improvviso scompare nel nulla.

E così successe anche ai Simple Minds che negli anni ottanta erano i rivali più credibili degli U2, scrissero canzoni che lasciarono il segno e che milioni di persone cantavano in coro negli stadi di tutto il mondo.
Poi il nulla, la lenta caduta inesorabile nel vuoto, la vecchiaia, la stanchezza e tentativi improbabili di reinventarsi che sembravano da una parte patetiche autocelebrazioni e dall'altra grottesche caricature di se stessi con vent'anni di più sulle spalle.

Ma a volte all'improvviso, senza un motivo preciso, capita di ritrovarla la strada, in un attimo tutto sembra tornare com'era, capita di ricordarsi d'incanto il punto esatto in cui tutto era finito così da poter riprendere il cammino nella giusta direzione. Ed il cammino dei Simple Minds sembra poter riprendere, stavolta in modo credibile, da questo album dal titolo Black & White 050505 uscito quasi in silenzio qualche giorno fa.

Introdotto da un bel singolo, Home, un rock-pop elegante e coinvolgente anche se non da strapparsi i capelli, l'album è stato accolto dalla critica come un miracolo, un fulmine a ciel sereno. Io invece, lo ammetto, l'ho comprato solo per curiosità e per la carenza di altre proposte più interessanti in queste settimane, convinto che lo avrei bocciato con cattiveria in sede di critica, non trovandomi quasi mai d'accordo con i giudizi delle riviste specializzate del settore.

E invece oggi chiedo scusa per il peccato del pregiudizio e chino il capo di fronte alla mia superficialità. Sarà perché non me lo aspettavo, sarà perché comincio anch'io ad avere i miei trent'anni, ma questo disco, io dico sempre la verità, non è male. Sembra davvero un salto indietro, non perché ci sia una atmosfera da revival anni ’80, bensì perché al contrario invece il disco suona in modo moderno e ripulito, con la stessa vena creativa di allora ma con ritrovata energia e originalità di scrittura ed è sparita per incanto anche la sensazione di stanchezza degli ultimi 15 anni.

Nove canzoni di livello medio alto, che si susseguono eterogenee coerenti e compatte nell'arco di un album senza fronzoli, piacevole e ben realizzato. In modo particolare si distingue la 5° traccia Underneath The Ice incastonata al centro del disco, bellissima ed in grado di lasciare il segno. Si alternano brani che fanno muovere la testa a brani cupi e tirati che fanno muovere di più il cuore.
L'atmosfera sembra voler suggerire un continuo alzare la testa e crollare di nuovo, un sospirare continuo nella malinconia che subito viene celata da slanci di rinnovata energia.
Ma in sostanza la sensazione che mi resta alla fine è quella di una consapevole e serena tristezza con malcelati sintomi di autodistruzione.
Il libretto del CD infatti è uno strano trionfo di proiettili, lamette affilate, spine, rettili e cuori trafitti e fanno effetto frasi scritte in rosso tra cui I WOULD BURN MYSELF.
Alla fine del disco, attenzione, arriva il proiettile, quello che non ti aspetti: la 9° traccia Dolphins è semplicemente strepitosa, ti entra dritta nel cuore e ti lascia senza respiro e senza parole. Una ballata di sei minuti piena dura e cupa che va via col nodo in gola e sbatte la porta. Una canzone incredibile che da sola vale tutto il disco.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia il sorprendente ritorno dei Simple Minds con l'album Black & White 050505, segnalando una ritrovata energia e creatività dopo anni di stanchezza. Il disco, moderno e ben costruito, alterna brani coinvolgenti a momenti più cupi e intensi, con la traccia Dolphins che spicca come chiusura emozionante e potente. L'autore, partito prevenuto, ha cambiato idea apprezzando la qualità e la coerenza dell'opera.

Tracce testi video

04   Different World (04:37)

05   Underneath the Ice (04:45)

06   The Jeweller, Part 2 (04:18)

07   A Life Shot in Black & White (03:35)

08   Kiss the Ground (04:06)

Simple Minds

I Simple Minds sono uno dei gruppi rock più influenti emersi dalla scena scozzese tardo anni '70. Famosi per aver coniugato post-punk, new wave, elettronica e un’energia da arena, hanno scritto brani immortali e attraversato decenni di trasformazioni sonore. Jim Kerr e Charlie Burchill sono i pilastri storici della formazione.
30 Recensioni

Altre recensioni

Di  rosharris

 Le menti semplici estraggono dal cilindro un capolavoro incredibile: "Black & White 050505".

 Un brivido ti sale lungo la schiena: intro di tastiera inquietante e poi esplosione di ritmica e di chitarra con un Kerr che canta divinamente.