Copertina di Simple Minds Sparkle In The Rain
rosharris

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Per appassionati di musica rock ed elettronica anni '80, fan dei simple minds, cultori di produzioni musicali di qualità
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LA RECENSIONE

"Sparkle In The Rain" ha l'arduo destino di succedere a "New Gold Dream", l'album simbolo degli anni ottanta e lo fa superando l'esame a pieni voti.
Sicuramente è diverso dal precedente album ma i Simple Minds hanno sempre composto in maniere da non essere ripetitivi.
Le sonorità rock si fondono con l'elettronica in maniera eccelsa con Mel Gaynor e Steve Lillywhite, produttore del disco, a imprimere quanto sopra al disco.
Difficile stabilire quali sono le canzoni più belle del disco ma se dovessi scegliere direi "Book Of Brilliant Things" e "East At Easter". La prima è caratterizzata dalla soave tastiere di McNeil e dai ricami ritmico-solistici di Burchill; la seconda è catterizzata dal riff crescente di Burchill che sfocia nella rullata di Gaynor che fa esplodere il pezzo... fantastica!
"Up On The Catwalk", "Speed Your Love To Me", "Waterfront" tre super hits a completare un disco imperdibile con una resa live eccezionale e per certi versi irripetibile.

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Riassunto del Bot

L'album Sparkle In The Rain dei Simple Minds rappresenta un'evoluzione coraggiosa e vincente rispetto al precedente New Gold Dream. La fusione di sonorità rock ed elettroniche è curata magistralmente da Mel Gaynor e dal produttore Steve Lillywhite. Tra i brani più riusciti spiccano 'Book Of Brilliant Things' e 'East At Easter'. Track come 'Up On The Catwalk', 'Speed Your Love To Me' e 'Waterfront' sono hit essenziali che rendono il disco imperdibile.

Tracce testi video

01   Up on the Catwalk (04:45)

Leggi il testo

02   Book of Brilliant Things (04:23)

03   Speed Your Love to Me (04:25)

06   Street Hassle (05:16)

07   White Hot Day (04:34)

08   "C" Moon Cry Like a Baby (04:21)

09   The Kick Inside of Me (04:49)

10   Shake Off the Ghosts (03:59)

Simple Minds

I Simple Minds sono uno dei gruppi rock più influenti emersi dalla scena scozzese tardo anni '70. Famosi per aver coniugato post-punk, new wave, elettronica e un’energia da arena, hanno scritto brani immortali e attraversato decenni di trasformazioni sonore. Jim Kerr e Charlie Burchill sono i pilastri storici della formazione.
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