Copertina di Siouxie & the Banshees Juju
TenshiSell

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, dark punk, gotica, fan di siouxsie & the banshees e cultori di sonorità oscure e suggestive
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LA RECENSIONE

Quando si è giovani ragazzi sognatori e facile rimanere delusi. Ci si guarda attorno e ci si scopre estranei nella realtà che ci circonda. Soffocati in una generazione che non ci corrisponde. Confortati da piccole cose, fiori delicati invisibili al mondo. Poche cose, oltre noi stessi, sembrano corrisponderci. E allora cominci a parlare con te stesso. Principalmente scrivi, e custodisci gelosamente la tuà realtà racchiusa tra le pagine di un diario adolescenziale. Alcuni raccontano con fedeltà questo mondo metallico e freddo che ci circonda, la freddezza che è entrata nel sangue e nell’anima della gente. Ma altri sognatori volano più lontano. Descrivono universi paralleli dal sapore esotico e favolistico, dove si muovono creature fantastiche e mostruose, tetra rappresentazione, metafora, della vita.

Siouxie Sioux, ovvero Susan Janet Dallion, ha scelto uno scenario horrorifico e decadente. Un sabba lugubre e sanguinoso si consuma intorno alla visionaria unione di musica etnica ed elettronica, nel capolavoro del dark punk.

Canzoni maledette, chitarre furiose, un canto ossessivo. Siouxie è posseduta dai suoi demoni interiori, si abbandona a deliri ed urla straziate.

Il delirio di “Spellbound”, come per le Baccanti euripidiane, sfocia nell’orgiastico stato di trance di “Into the Light”. Il gusto medio-orientaleggiante di “Arabian Knights”, pezzo esplosivo seguito da due brani meno convulsi, ma ugualmente maledetti ed ipnotici, come “Halloween” e “Monitor”, che trasporta l’orrore in una cornice post-industriale. Ma le nebbiose terre lugubri dal forte sapore gotico ritornano nel cimitero di “Night Shift”, e continuano a regnare nelle successive “Sin In My Heart” e “Head Cut”. Il finale è affidato a “Voodoo Dolly”, un pezzo forse non così forte preso singolarmente, ma conclusione perfetta del disco con la sua area rarefatta e le atmosfere dilatate che si riempiono in un crescendo ossessivo e minaccioso, un sogno agghiacciante che si spegne amaramente nel rantolo spettrale di Sioux.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta Juju, album cult di Siouxsie & the Banshees, per la sua fusione di dark punk, atmosfere gotiche e sonorità mediorientali. La voce intensa di Siouxie e le tracce come "Spellbound" e "Arabian Knights" vengono descritte come evocative e ossessive. L'album propone un viaggio evocativo in un mondo oscuro, decadente e visionario, culminando in un finale sospeso e magmatico con "Voodoo Dolly".

Siouxsie and the Banshees

Siouxsie and the Banshees sono un gruppo britannico formatosi a Londra nel 1976 attorno a Siouxsie Sioux e Steven Severin. Tra i protagonisti del post‑punk e del gothic rock, hanno pubblicato album influenti dagli esordi di The Scream fino al congedo di The Rapture.
13 Recensioni

Altre recensioni

Di  Mommy'sLittleMonster

 Atmosfere sepolcrali, danze macabre, ballate ripetitive e litanìe al limite della cantilena.

 I Banshees sono riusciti a portare tutti gli spettri e le nebbie profonde delle vecchia Albione in un territorio dove si incontrano strane danze africane e angoscianti litanìe medio orientale.