Copertina di Six Feet Under Nightmares of the Decomposed
Mirror's_Chest

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Per appassionati di death metal, fan dei six feet under, ascoltatori critici di musica metal, lettori di recensioni musicali
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LA RECENSIONE

Una vecchia recensione di un disco dei ManowaR iniziava così:

"I ManowaR sono come una barzelletta: la prima volta ti fa ridere, la seconda "ehi, me l'hai già raccontata", la terza non solo non fa più ridere, ma inizi a preoccuparti seriamente."

Non potrei trovare incipit migliore di questo per descrivere quest'ultima """opera""" dei Six Feet Under, combo statunitesne dedita ad un Death Metal lugubre e cavernoso quanto la voce dell'osannato cantante, Chris Barnes, ex Cannibal Corpse e celebrità all'interno del mondo Death.

Andando dritti al sodo, questo Nightmares of the Decomposed rappresenta forse il peggior disco Metal a tutto tondo che abbia ascoltato negli ultimi 10 anni, e in generale una delle opere peggiori di tutti i possibili generi musicali che voi possiate ascoltare in toto.

Ascoltarlo tutto dall'inizio alla fine (impresa più che titanica) significa attraversare una coltre di clichè di genere, canzoni mal suonate e sopratutto mal cantate e in generale un'atmosfera stantia e stanca come non si sentiva da non so quanto tempo; Zodiac, Amputator così come Blood of the Zombie rasentano addirittura il ridicolo nel loro sembrare più una parodia fatta male di un gruppo Death Metal, se non un gruppetto di quattordicenni con in mano una sette corde alle primissime armi in un garage sperso chissà dove, ad imitare i propri vecchi idoli.

Un gruppo senza idee e senza personalità ormai, nonostante l'importante nome, che gozzoviglia tra riff fotocopia del peggior Heavy Metal in circolazione, una sezione ritmica basso/batteria imbarazzante ed appunto, una voce a dir poco ridicola, sopratutto in confronto ai fasti del passato; collegandomi all'incipit, è come se avessero preso tutti i già roboanti difetti degli ultimi 3-4 album riuniti in un'unica opera, consegnando sè stessi al linciaggio mediatico più totale, considerando il fatto che questo prodotto sta uscendo in tutto il mondo sotto Metal Blade, una delle etichette più serie (apparentemente) di tutto il panorama Metal.

Sarà la marijuana, saranno i continui cambi di line up, sarà la "vecchiaia", sarà quel che volete: è impossibile far uscire un prodotto simile al giorno d'oggi ed essere presi sul serio.

Io direi che è arrivato il momento di sciogliersi definitivamente, e dar spazio alle centinaia di band underground decisamente più valide e motivate a far uscire musica di qualità.

0/5

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Riassunto del Bot

La recensione deprime l'ultimo album dei Six Feet Under, definito il peggior disco metal ascoltato negli ultimi dieci anni. Il lavoro è accusato di essere privo di idee, con riff banali, cattiva esecuzione e la voce di Chris Barnes lontana dai fasti passati. La band appare stanca e ripetitiva, producendo un’opera che sembra una brutta parodia del death metal, nonostante l'etichetta Metal Blade.

Tracce

01   Amputator (03:43)

02   Drink Blood Get High (04:24)

03   Labyrinth Of Insanity (04:29)

04   Without Your Life (03:39)

05   Zodiac (02:54)

06   The Rotting (03:17)

07   Death Will Follow (02:51)

08   Migraine (04:21)

09   The Noose (04:31)

10   Blood Of The Zombie (03:23)

11   Self Imposed Death Sentence (03:03)

12   Dead Girls Don't Scream (03:17)

Six Feet Under

Six Feet Under è una band death metal statunitense nata in Florida da Chris Barnes (ex Cannibal Corpse) e Allen West (Obituary). Debutta nel 1995 con Haunted e sviluppa un death metal lento e groovy, oltre alla celebre serie di cover Graveyard Classics. Nel tempo entrano Terry Butler e Greg Gall (sezione ritmica), poi Steve Swanson alla chitarra.
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