Copertina di Skid Row Revolutions Per Minute
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Per fan del rock e punk anni '90, appassionati di skid row, amanti del punk-folk e country punk
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LA RECENSIONE

Se qualcuno non lo sapesse, ancora, gli SKID ROW esistono ancora!

Oramai lontani i tempi in cui i nostri rivaleggiavano con i Guns'N'Roses, dopo la dipartita di Sebastian Bach all'indomani di "Shuman Race" nel 1995, Rachel Bolan (basso), Scotti Hill (chitarra) e Snake (chitarra), i tre superstiti della formazione originale, reclutati il nuovo cantante, Johnny Solinger e il nuovo batterista Daver Gara, sono ripartiti.

Dopo il poco convincente "Thickskin" del 2003 arrivano a questo "Revolutions Per Minute", disco che rialza di un pochino le loro quotazioni. Lontani da quel capolavoro che fu "Slave To The Grind" (1991), disco che a 15 anni di distanza suona ancora fottutamente bene, gli Skid Row ritrovano una sana attitudine Punk'N'Roll e danno alle stampe un disco divertente, ironico e potente che si fa ascoltare, scorrendo liscio liscio senza intoppi.

Se il nuovo cantante aveva lasciato alcuni dubbi sulla sua prima prova "Thickskin", anche perchè sostituire un "animale" come Seb Bach non era impresa facile, convince, meritando l'ampia sufficienza su questo nuovo album, calandosi bene nella parte, senza avere, comunque, la straordinaria voce di Bach (... a proposito... a quando il famigerato disco solista?).

E così tra vere e proprie Punk-Song stradaiole e rozze quanto basta come Another dick in the system, White thrash, Let it ride e Love is dead, cose più moderne con chitarre più pesanti come Disease e Shut up baby I love you, troviamo una buona cover degli The Alarm, Strenght.
Gli Skid Row ci infilano pure il Punk-Folk molto irish di When God can't wait che sembra uscire da un disco dei Dropkick Murphys o dei Flogging Molly e una ironica e divertente canzone simil country, You lie, che si trasforma pian piano in un country-punk sguaiato con tanto di harmonica.
Completano il disco le piu' orecchiabili Pulling my heart out from under me e Nothing.
Da notare la non presenza di ballads strappalacrime che diedero loro successo nel lontano 1989, vi ricordate di 18 and life?

Insomma un disco che si lascia ascoltare bene ma che purtroppo non propone nulla di nuovo e originale e visto il glorioso passato e i buoni musicisti,  è lecito aspettarsi qualcosina in più, ma forse, ci sarà dato quando si farà la reunion con Sebastian Bach . Perchè si farà, vero??

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Riassunto del Bot

Skid Row torna con 'Revolutions Per Minute', un album che rialza le quotazioni della band con un punk-rock divertente e potente. Johnny Solinger si integra bene, anche se lontano dalla forza vocale di Sebastian Bach. Il disco offre brani energici e contaminazioni folk e country punk, senza proporre grandi novità, ma risultando nel complesso piacevole e scorrevole.

Tracce video

01   Disease (03:32)

02   Another Dick in the System (03:16)

03   Pulling My Heart Out From Under Me (03:29)

04   When God Can't Wait (02:15)

05   Shut Up Baby, I Love You (03:16)

06   Strength (05:06)

07   White Trash (02:53)

08   You Lie (02:44)

09   Nothing (03:29)

10   Love Is Dead (03:38)

11   Let It Ride (04:02)

12   You Lie (Corn Fed mix) (02:42)

Skid Row

Skid Row sono una band hard rock/heavy metal del New Jersey, formata nel 1986 da Rachel Bolan e Dave “The Snake” Sabo. Hanno raggiunto il successo con l’album di debutto del 1989 (trainato da 18 and Life, I Remember You e Youth Gone Wild) e con Slave to the Grind (1991). Dopo la separazione da Sebastian Bach a metà anni ’90, sono proseguiti con nuova voce pubblicando Thickskin (2003) e Revolutions Per Minute (2006).
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