Copertina di Skillet Comatose
Gallagher87

• Voto:

Per giovani adulti e appassionati di rock alternativo, nu-metal e musica emo, curiosi di sonorità suonate con tastiere e influenze elettroniche
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LA RECENSIONE

Gli Skillet sono una band americana, più presisamente di Memphis, la città del Re del rock Elvis. La particolarità di questa band è il modo in cui vengono mescolate leggere influenze gotiche e più pesanti influenze elettroniche con il classico alternative rock, il risultato è di tutto rispetto, visto che sono stati davvero tanti gli esperimenti musicali visti negli ultimi anni nell'ambito del rock moderno, altrettanti sono stati i flop, quello degli Skillet può considerarsi un risultato soddisfacente.

"Comatose" del 2006, è il loro settimo album, che insieme al penultimo "Collide" hanno segnato la carriera del gruppo. Questi 2 lavori possono essere considerati gli unici con un relativo successo, dato che i precedenti album hanno stentato persino nel nuovo continente.

Il primo singolo estratto dall'album coincide come in molti casi,al pezzo di apertura dello stesso; "Rebirthing" ha un ottimo impatto melodico e vocale, in particolar modo in questo brano, lo stile canoro e la base usata dalla band ricorda molto quello degli Evanescence feat. Paul Mccoy in "Bring Me To Life", infatti nel quartetto sono presenti 2 donne, di cui una, Korey Cooper è la 'backing vocals', che accompagna il marito,nonchè leader John Cooper nei ritornelli e negli assoli strumentali, in particolare John è il basso, e lei chitarra e tastiere.

Quest'ultime hanno un'importanza fondamentale in "Comatose", quasi tutte le basi sono abbondantemente condite da tastiere e piano, il ciò rende l'album frizzante ma alla lunga un pò scontato. L'influenza "Emo", presente in modo robusto,può appunto risultare un tantino inopportuna senonchè colonna portante del lavoro,ma alla fine lo rende appetibile anche dagli ascoltatori più distratti , come conferma ascoltare "The Last Night" e "Better Than Drugs". Ottima la title-track "Comatose", che quasi subisce il condimento elettronico di contorno, in poche parole, un pezzo da classificare nu-metal. Ritorna con prepotenza l'onda "Emo" in "The Older I Get" e in "Those Nights", ciò farà bene ai giornali, ai loro portafogli e alla casa discografica, ma inquina un pò quello che poteva essere considerato un album di ottima fattura. Il nu metal di "Whispes In The Dark" , è l'ultimo buon tassello del CD, buone stavolta le influenze 'Emo/Dark'.

Concludo dicendo che "Comatose" è da ascoltare, in auto, in casa dopo una giornata di lavoro oppure dopo la scuola, ma non aspettatevi un capolavoro, non tutti coloro che nascono a Memphis possono poi diventare come "The King".

3 stelle molto molto robuste.

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Riassunto del Bot

Comatose è il settimo album degli Skillet, caratterizzato da un mix di nu-metal, influenze emo e elettroniche. L’album mostra un buon equilibrio tra esperimenti musicali e melodie accessibili, senza raggiungere però l’eccellenza assoluta. Le tastiere e il dualismo vocale tra John e Korey Cooper arricchiscono il sound. Consigliato per chi ama un rock moderno e coinvolgente anche se non si tratta di un capolavoro.

Tracce testi video

02   The Last Night (03:32)

04   Better Than Drugs (03:57)

08   Falling Inside the Black (03:30)

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09   Say Goodbye (04:16)

10   Whispers in the Dark (03:24)

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11   Looking for Angels (04:31)

Skillet

Skillet è una band rock americana formatasi a Memphis, Tennessee, nel 1996. Il gruppo è guidato da John Cooper; Korey Cooper è membro stabile e contribuisce con chitarra, tastiere e backing vocals.
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