Gli Slayer... dopo 20 anni e passa sono ancora tra le band più accusate di satanismo (croci rovesciate e roba del genere). Ipocrite malelingue...
L’album che sto per recensire è “God Hates Us All” ed è un signor disco, dannazione! Il disco è pieno di rabbia, di violenza, di odio e di disapprovazione... gli assoli sono tutt’altro che melodici e questo conferma ancora una volta come gli Slayer sia un “gruppo-massacro”, da sentire quando si ha voglia di spaccare il mondo...
Tom Araya finalmente torna con la voce incazzata che tutti noi conosciamo e “God Hates Us All” si accosta agli altri ottimi cd realizzati dalla band, anche se ai livelli di songwriting di “Reign in Blood” non arriva, chiaro.
L’album è diretto e forse anche più hardcore, ma attenzione: i riff slayeriani non hanno subito variazioni, solo l’attitudine del disco è simile a “Undisputed Attitude”, album uscito nel 1996 il quale propone cover dei migliori gruppi hardcore.
Analizziamo qualche canzone (non c’è bisogno di analizzarle tutte... e chi ha orecchie intenda...). "DARKNESS OF CHRIST" è un insieme di urla, voci caotiche, riff pesanti... il brano in questione e gli altri sono proprio una guerra ragazzi, gli Slayer contro tutti. E le armi usate dai quattro sono chitarre e riff pesantissimi ("DISCIPLE"), una batteria che quasi assomiglia ad una mitragliatrice ("EXILE") e delle visioni sanguinarie ("BLOODLINE"). Il disco termina con "PLAYBACK", la quale ha delle lievi influenze hardcore.
Quest’album non è un capolavoro come “Reign in Blood”, chiaro, ma senza dubbio è un album che ogni fan degli Slayer dovrebbe e deve avere.
Un must.
Gli Slayer sono più incazzati che mai e ce lo dimostrano con la velocissima e tecnicissima Disciple.
Paul Bostaph ci delizia con un drumming secondo me molto più vario di quello del buon vecchio Dave.