“Il mondo d’oggi è una merda?La musica pesante d’oggigiorno non ha più nulla da dire?I Metallica sono più venduti di una puttana e te ne rammarichi?Per Thrash Metal s’intende oggi “la musica tupatupa degli ubriaconi sfigati Anni ’80”?Hai paura che gli Slayer, che oggigiorno sono i meno venduti in ambito Thrash, facciano la stessa fine dei Merdallica?
Vuoi sfasciarti la spina dorsale headbangando a ritmo del miglior Thrash di vent’anni fa?
Non attendere oltre, allora!
Prendi subito la cornetta, chiama immediatamente la famiglia King al numero 666-66-6-6666 e chiedi di Kerry!
Se senti strani “rumori” in sottofondo, riaggancia e fatti i cazzi tuoi!
Prendi la cornetta, Kerry King ti aspetta!”
“Hell Awaits”, l’Inferno attende.Un disco recentemente molto discusso e molto criticato, date le recenti vicende degli omicidi satanici lombardi che sembravano prendere ispirazione proprio da questo disco.
L’ennesimo capolavoro degli Slayer, che a partire dal 1983 ci avevano abituati fin troppo bene con un’autentica escalation di capolavori culminante nel masterpiece “Reign In Blood” del 1986, probabilmente l’uscita più influente degli interi Anni ’80, vide la Luce (o il fuoco dell’Inferno, vedete un po’voi) nell’ormai lontano 1985, proprio l’anno precedente il capolavoro assoluto.
Sette canzoni, sette capolavori.
Se “Haunting The Chapel” del 1984 aveva in un certo senso rivoluzionato il sound slayeriano scrollandosi di dosso le troppe influenze Heavy riscontrate nel magnifico “Show No Mercy” del 1983, ”Hell Awaits” proseguì in maniera ancora più decisa nella stessa direzione, incorporando al suono originale un riffing velocissimo, devastante, da non lasciar respiro, formato da tre o poche più note suonate a velocità pazzesche per il tempo, e lasciando momentaneamente da parte i caratteristici screaming Heavy di Tom Araya che sul debut album impazzavano alla grande.
Il mitico Dave Lombardo, recentemente rientrato nella line-up ripristinando così quella originale, scopre l’utilità del doppio pedale, assente su “Show No Mercy” e “Haunting The Chapel”, che qui usa alla grande, con interventi schizofrenici di pura e veloce doppia cassa che, oltre a caratterizzare inconfondibilmente il suo personalissimo drumming, sottolineano proprio le parti da sottolineare, dando un’aggressività micidiale ai riffs tipici della coppia King-Hanneman che, uniti al basso essenziale (leggesi:impercettibile ed inutile) e al cantato tormentato, torturato e aggressivo di Tom Araya, formano una macchina da guerra inarrestabile, che travolge, brucia e devasta, una vera e propria bomba al napalm che dà la definizione di “Slayer sound”.
Le sette tracks qui contenute vanno a formare, inutile ed ipocrita sarebbe negarlo, l’ennesimo capolavoro degli assassini, che, forti del successo e dell’ispirazione pervenutagli da questo disco, riuscirono ad essere ancora più influenti dei “cugini” Metallica, Anthrax e Megadeth, dando una fondamentale marcia in più ad un genere che avrebbe, evolvendosi, creato tutta la musica tosta del tempo a venire.
“Kill Again”e”Necrophiliac”, insieme alla title-track, sono ormai pilastri consolidati che tutti dovrebbero aver sentito almeno una volta, nonchè pezzi storici della band che, al tempo, sembrava la cosa più devastante mandata sulla Terra dai meandri dell’Inferno.
Se Kerry King non risponde alla vostra chiamata, probabilmente sarà perso tra le note di “Hell Awaits”, e senza pensarci due volte vado ad imitarlo, consigliandolo molto caldamente anche a voi!

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