Copertina di Sleepytime Gorilla Museum Of Natural History
Hybris

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Per appassionati di musica sperimentale, fan di progressive rock, cultori di performance artistiche non convenzionali e curiosi di nuovi suoni
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LA RECENSIONE

Lasciate perdere questo disco se siete orgogliosi di essere umani. Infatti, questi 59 e passa minuti sono una continua demolizione e distruzione di ciò che rimane di umano, consueto, regolare in voi.

Introduciamo innanzitutto il gruppo, una formazione funambolica (da Oakland) che ruota intorno a due ex membri degli Idiot Flesh, Nils Frykdahl e Dan Rathbun, e alla brava Carla Kihlstedt. Il trio si è fatto accompagnare, nei suoi otto anni, da una selva di percussionisti e batteristi (quasi sempre in coppia anche sul palco), fra cui spicca Moe! Staiano.

Va detto che, se pensavate di essere abituati a musica folle, qui avrete di che ricredervi: i folli sono gli stessi musicisti, noti negli Iuessèi per le loro straordinarie performance, più simili ad esibizioni teatrico-musicali d'avanguardia che a concerti, costantemente imbottiti dei make-up più strani mai visti (anche un po' troppo naif per i miei gusti, gh) e con una notevole attitudine a fabbricarsi strumenti, elemento prevalente nel nostro Rathbun nazionale che sul palco, oltre ad un classico basso, porta una quantità di percussioni self-made oltre ad un bestiale strumento realizzato con corde di pianoforte. Se non li vedi, non ci credi (youtube è un fedele amico in questo senso).

Ora, descrivere la musica di questo branco di matti non è nemmeno tanto difficile. La si può riassumere in una semplice frase: niente che abbiate già sentito. E niente che sentirete più, dopo di loro. Ma proprio più più più (cit. ). Il loro eclettismo è così vasto - ed ambizioso - da poter essere accostato a quello dei maudlin of the Well. Tuttavia, straordinariamente, i nostri californiani riescono ad essere ancora più inconsueti, a spaziare in territori ancora più vasti ed informi, dove la musica non ha un nome (né metal, né post-rock, né hardcore, new wave, indie… niente) e noi poveri esseri umani possiamo solo parlare d'avanguardia, o, meglio, di sperimentazione. Oltre il rock, pur vivendo anche dentro di un'anima almeno in parte rock. Dove si passa da momenti corali, reminescenze soul, teneri falsetti (A Hymn to the Morning Star), e improvvise esplosioni ritmico-chitarristiche di stampo quasi math (the Donkey-Headed Adversary of Humanity), incastri compositivi prettamente sperimentali, fino a ritmi tribali eppure talmente irregolari da lasciare impietriti (la spettacolare Phthisis). Dissonanza e melodia vengono accostati in modo sfrontato e sfacciato.

A volte l'impressione definitiva è quella di assistere ad un culto antico e misterioso, qualcosa di primordiale che trascende la stessa idea di umanità. Alle volte invece è l'impressione teatrale a vincere, spettacolo bizzarro fino all'eccesso, bizzarria che viene estremizzata al punto da perdere ogni termine di paragone, entrando in un non-luogo dell'arte dove il giudizio finale è impossibile: genialità illuminata o buffoneria? Avanguardia o pastrocchio?

Faccio decidere a voi.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta l'album 'Of Natural History' dei Sleepytime Gorilla Museum, definito un'opera unica e inclassificabile. La band di Oakland propone un mix eclettico di generi musicali e performance teatrali, utilizzando anche strumenti artigianali. Il disco sfida chiunque si ritenga abituato a musica 'folle', portando l'ascoltatore in territori sonori inesplorati e affascinanti. Un viaggio tra dissonanze, melodie, ritmi tribali e sperimentazione estrema.

Tracce testi video

01   A Hymn to the Morning Star (05:40)

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02   The Donkey-Headed Adversary of Humanity Opens the Discussion (06:01)

04   Bring Back the Apocalypse (04:10)

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05   FC: The Freedom Club (10:48)

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07   The 17-Year Cicada (03:41)

09   What Shall We Do Without Us? (02:38)

12   [untitled] (05:56)

Sleepytime Gorilla Museum

Collettivo d’avanguardia di Oakland fondato dagli ex Idiot Flesh Nils Frykdahl e Dan Rathbun, con la violinista/cantante Carla Kihlstedt. Celebri per show teatrali, make-up e strumenti autocostruiti, fondono prog, metal sperimentale e arte performativa.
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