Da molti mesi non mi faccio vivo sul Deb. Nella mia ultima recensione, a riguardo del nuovo disco degli Obituary, ero andato giù piuttosto pesante con la stroncatura. Ed oggi mi ritrovo a parlar male, in maniera ancora più netta e decisa, di questo nuovissimo lavoro degli Slower, una super band che si è presa la briga di coverizzare dei brani degli Slayer, rifacendoli in versione Sludge di una pesantezza a mio modo di vedere del tutto inadeguata e fuorifuoco. Non salvo nulla dell'operazione, nemmeno la copertina, ed ho fatto una fatica bestiale ad arrivare al termine dell'album che per fortuna dura soltanto 38 minuti.

Sono impegnati in questa operazione personaggi molto validi ed importati del Metallo degli ultimi decenni, primo fra tutti Scott Reeder bassista dei Kyuss. Ma ciò non risolleva, per quanto mi riguarda, il giudizio a pollice verso del lavoro.

Una voce femminile, ulteriore sintomo da "ulcera stomacale", accompagna lo scorrere lentissimo e palloso di tutte le cinque canzoni. Che poi a me lo Sludge-Metal aggrada assai, ma quando sento il nome Slayer la velocità deve essere la protagonista indiscussa dei minuti. Voglio sentire una batteria perennemente in doppia cassa, due chitarre che tirano giù muri interi di palazzi che grondano sangue; e la voce deve evocare comunque quella di Tom Araya: stridula, compressa, dannatamente efficace.

Tutto ciò, avrete già capito, non avviene in Slower.

Prendo in considerazione un unico brano, ovvero la chiusura affidata ai DIECI minuti di War Ensemble (si ho scritto giusto: ma ci rendiamo conto 10 minuti...robe da pazzi...AZZ..). Primo commento: ci ho messo molti secondi a capire di che brano si trattasse e conosco la discografia degli Slayer a memoria, avendoli anche visti dal vivo almeno una mezza dozzina di volte. Lentezza esasperata dei riff, e quella voce, mio Dio quella voce a tratti angelica...niente da fare non ci siamo davvero. Non c'è un guizzo, non c'è niente di niente che possa farmi cambiare idea. Non ci riesco...

E adesso vado a riscoltarmi War Ensemble in versione live dei maestri maledetti del Thrash Metal, per combattere quell'acidità di stomaco dilagante.

Diabolos Rising 666.

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