Copertina di Soft Cell Non-Stop Erotic Cabaret
mbattu59

• Voto:

Per appassionati di musica elettronica, fan degli anni '80, cultori del brit-pop, intenditori di testi introspettivi e sonorità innovative
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LA RECENSIONE

Alzi la mano chi si riconosce, almeno parzialmente, nei testi di “Frustration”: la noia per una vita troppo normale (I am so ordinary), il rapporto amore/odio (più odio che amore…) verso l’azienda per la quale si lavora, la tendenza di noi maschietti a sbirciare di nascosto le ragazzine, i sentimenti autodistruttivi (I wanna die, urlato alla fine)…

Basterebbe questo brano di apertura, supportato da un ritmo sincopato e martellante, a fare di Non-Stop Erotic Cabaret una delle pietre miliari della musica elettronica/dance degli anni ’80, un album che praticamente non ha punti deboli, vale a dire tracce riempitive, inserite giusto per raggiungere il minutaggio richiesto.

La voce inconfondibile di Marc Almond e l’elettronica di David Ball formano un mix esplosivo, per un esordio che resterà uno dei più folgoranti nel panorama del brit-pop.

A parte l’aspetto musicale, l’album è a mio avviso molto interessante sotto l’aspetto dei testi, che non sono mai banali, anzi analizzano sapientemente i sentimenti delle persone, come in “Youth”, meditazione sul tempo che inesorabilmente passa per tutti, o nella struggente “Say Hello, Wave Goodbye”, che chiude melanconicamente il disco.

In realtà, il disco è forse più famoso per le atmosfere decisamente ambigue e sessualmente devianti di “Sex Dwarf” o per la cover di “Tainted Love”, un successo della singer di colore Gloria Gaynor, ma, personalmente, preferisco le introspezioni sopra citate, a cui aggiungo quelle di “Bedsitter”, che descrive, in fondo, la vacuità di cercare il divertimento a tutti i costi: il mattino dopo, al risveglio, cosa resta?

Insomma, per me un piccolo capolavoro, che consiglio a tutti di ascoltare (o riascoltare) e la cui attualità, sia dal punto di vista strettamente sonoro, che dei testi, mi sembra sia fuori discussione, a 33 anni dalla prima edizione.

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Riassunto del Bot

Non-Stop Erotic Cabaret di Soft Cell è un album cult degli anni '80, riconosciuto per la sua musica elettronica innovativa e i testi profondi. La recensione sottolinea l'equilibrio tra atmosfere provocatorie e riflessioni introspettive, evidenziando brani come 'Frustration' e 'Say Hello, Wave Goodbye'. Un capolavoro che rimane attuale a più di tre decenni dalla sua uscita.

Soft Cell

Soft Cell è un duo synth-pop inglese formato a Leeds da Marc Almond (voce) e Dave Ball (synth). Ha segnato i primi anni ’80 con l’estetica notturna dei club e una scrittura lirica teatrale, portando al successo internazionale la loro versione di Tainted Love e una serie di singoli iconici.
07 Recensioni

Altre recensioni

Di  donjunio

 Dave Ball era la mente. Geniale multistrumentista innamorato del northern soul, nonché abile tessitore di trame col sintetizzatore ora sinfoniche, ora hi-nrg.

 Marc Almond ... plasma letteralmente la forma delle canzoni col suo vivido lirismo e con lo scomodo immaginario omosessuale cui fa riferimento.


Di  Qzerty

 Mi sembra addirittura di sentire odore di caffè....RANDOM.

 Questa chitarrina rockabilly è proprio una figata, incastrata in questa ballata elettronica, questo è un grande disco sì.