Copertina di Sonic Youth Candle
Kurtd

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, fan dei sonic youth, amanti del rock riflessivo e delle liriche profonde.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Il destino è un’invenzione della gente fiacca e rassegnata.

Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare ad indovinare.

It’s alright

It’s alright candle

And I know she’ll be okay by Sunday

Chi ha una memoria eccelsa rischia, in termini qualitativi, di non avere una buona cultura.

I’m the cocker on the rock

Wind is whipping through mu stupid mop

In una nave che affonda gli intellettuali sono I primi a fuggire subito dopo I topi e molto prima delle puttane.

I topi sono mossi dall’istinto di sopravvivenza, gli intellettuali sanno che i topi fuggono sempre verso la via di uscita, mentre le puttane in tutto questo cercano di guadagnarci.

Questa canzone si apre pian piano fino a farmi alzare la testa verso il cielo per poi sputare la verità

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra la canzone 'Candle' dei Sonic Youth come un'opera intensa che svela con forza verità profonde sulla vita, il destino e la società. Il testo riflette su temi quali la rassegnazione, l'intelligenza, l'istinto di sopravvivenza e il comportamento degli intellettuali. La musica cresce lentamente, catturando l'ascoltatore e spingendolo a riflettere. Il tono è profondo e coinvolgente, con un apprezzamento finale molto positivo.

Tracce

01   Candle (03:57)

Sonic Youth

I Sonic Youth sono stati un gruppo musicale statunitense formatosi a New York nel 1981, noti per il loro approccio sperimentale al rock, l'uso di accordature alternative e un mix esplosivo di noise, arte, punk e attitudine DIY. Fondamentali per lo sviluppo del noise rock e dell'alternative degli anni '80 e '90.
66 Recensioni

Altre recensioni

Di  Dan Erre

 «I don’t wanna die, guys» – Thurston Moore nel ricordo del 1998.

 «Nei Sonic, lo sfondamento della soglia del rumore determinava l’approdo a un nuovo gradino espressivo, non l’esibizione d’una confusa rabbia iconoclasta.»