Avvicinarsi all'ascolto di un disco dei Sonic Youth è sempre un'esperienza imprevedibile. Sebbene il marchio di fabbrica rimanga ben radicato, l'attitudine all'innovazione stilistica e sonora della band porta delle novità ad ogni nuova uscita. Dirty, è un album eccezionale, un classico nella corposa discografia della gioventù sonica e sicuramente il loro disco più rappresentativo degli anni novanta.

Bastano i primi dieci secondi del pezzo di apertura "100%" e la sua distorsione "centrifugata" (concedetemelo) di grande impatto per capire che la band gode di ottima salute.

Ma tra le 15 tracce del disco è difficile trovarne una che non sia degna di nota: il ritmo incalzante di "Swimsuit Issue", l'urlo adenoidale di Kim Gordon in "Orange Rolls Angel's Split" estremo e tagliente, quasi vomitato, la divagazione psichedelica di "Wish Fulfillment" e ancora la semplice ed incisiva sequenza di tre accordi in "Youth Against Fascism" dove si aggiunge la chitarra di Ian MacKaye (leggasi fugazi), la velocissima "nic fit" puro hard core, l'autentico trip sonoro di "Theresa's Sound-World".

Rumori, strumenti e suoni che prendono direzioni diverse senza però mai abbandonarsi, riff ossessivi che si ripetono, distorsioni dilanianti disegnano un graffio di cielo e sullo sfondo i palazzi, l'acciaio e il cemento di New York. Da visitare assolutamente...

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