Copertina di Soviet Soviet Summer, Jesus
GIANLUIGI67

• Voto:

Per amanti della musica post-punk, fan del punk italiano e chi cerca sonorità intense ed emozionali.
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LA RECENSIONE

Un dischetto che deve essere descritto con poche parole.

Due parole sicuramente poco hanno a che fare con queste canzoni, L'estate e Gesù.

Urgenza espressiva che toglie il fiato, vicini alla nuova buia nebbia che sta arrivando dal Nord Europa.

Ragazzi che hanno ascoltato molto Post Punk, e suppongo abbastanza Punk.

Prendere la claustrofobia dei primi Joy Division, giusto per dare delle coordinate, abbinatela alla rabbia tangibile dei nostri tempi, chiudete dei ragazzi che vogliono sfogare il loro malessere in uno studio, registrate il loro rabbioso sfogo in lo-fi: SOVIET SOVIET. 

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Riassunto del Bot

La recensione descrive l'album 'Summer, Jesus' dei Soviet Soviet come un disco intenso e urgenza espressiva. Con forti influenze post-punk e punk, richiama l'atmosfera claustrofobica dei Joy Division, accompagnata da una rabbia autentica e contemporanea. Registrato in lo-fi, riflette il malessere giovanile in modo sincero e coinvolgente.

Tracce video

01   Contradiction (03:03)

02   Human Nature (03:34)

03   Prince, Prostitutes (03:21)

04   Warmata (03:42)

05   The Beasts Are Brave (03:33)

06   Aztec Aztec (03:33)

SOVIET SOVIET

Soviet Soviet è un trio post-punk di Pesaro formato nel 2008 da Andrea Giometti (voce, basso), Alessandro Costantini (chitarra) e Alessandro Ferri (batteria). Debutta con l’album Fate (Felte, 2013) e pubblica Endless nel 2016, portando un sound cupo e urgente sui palchi internazionali.
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