Copertina di Spandau Ballet Journeys to Glory
cristiano

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Per appassionati di musica anni '80, fan del new romantic, cultori del pop-rock e post-punk, giovani e nostalgici della scena musicale vintage.
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LA RECENSIONE

"To Cut A Long Story Short": il singolo posto in apertura, che era uscito qualche mese prima dell'album, sintetizza in 3 minuti e 20 secondi la linea musicale dell'intero lavoro, secco e minimale ma ricco di grande fantasia ed eleganza. Il suono ha dei richiami evidenti al Post-punk che imperava in quei giorni dei primi '80, ma tutto sommato è riletto in una chiave decisamente Pop-rock, che con qualche sintetizzatore di troppo arriva a definire un nuovo sound fresco ed immediato, etichettato come "New Romantic". L'esplosione di tale fenomeno è stata resa celebre, oltre che dagli Spandau, anche dal mitico successo dei finto-rivali Duran Duran, che contemporanemante se ne stavano uscendo sul mercato con il loro L.P. omonimo.

"Journeys to glory" presenta comunque una musicalità semplice ed un gusto per gli arrangiamenti alquanto minimale, specie nelle parti di chitarra, come testimonia l'orecchiabile "Reformation", seguita a ruota dal Post-punk minimale di "Mandolin". "Muscle Bound" è una specie di lagna marciante, con i cori dei nostri che definiscono un ritornello abbastanza convincente, seppure reso straniante dalla musicalità particolare del brano. La rotta dell'album pare quindi essere in discesa, ma ecco che la strumentale "Age Of Blows" (stupenda dimostrazione di melodie epiche) e "The Freeze" riportano il suono su livelli soddisfacenti, sospeso fra minimalismo, romanticismo e freschezza. A mio parere poi le tracce migliori di questo secco esordio sono le ultime due: "Confused" e "Toys". La prima è un rock melodico intriso di synth e dominato dalla voce teatrale (e sottovalutata) di Tony Hadley, la seconda invece parte subito epicheggiante, con un ritornello eseguito senza voce e sostituito da un fantastico riff di chitarra, che dona al brano una forte componente trionfante, resa esplicita nel finale dominato dai cori e dal sintetizzatore.

Un disco che mi è piaciuto all'istante, e che secondo il mio parere è molto più originale di quanto sembri all'apparenza. Certamente non toccherà la perfezione (a livello di produzione e di scrittura) di colleghi come Duran Duran, Japan e Talk Talk, ma comunque risulta essere un tassello importante per l'espolosione di un nuovo sottogenere che ha influenzato decine di artisti negli anni a venire.

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Riassunto del Bot

La recensione approfondisce 'Journeys to Glory', album di debutto degli Spandau Ballet, evidenziandone l'eleganza minimalista e il ruolo nel movimento New Romantic. Pur non raggiungendo la perfezione di altri colleghi, il disco si distingue per originalità e freschezza, con brani che oscillano tra post-punk e synth-pop. Si apprezzano in particolare le tracce 'Confused' e 'Toys', simboli di un sound trionfante e innovativo.

Tracce testi video

01   To Cut a Long Story Short (03:20)

Leggi il testo

04   Muscle Bound (05:11)

05   Age of Blows (04:09)

07   Confused (04:39)

08   Toys (05:47)

Spandau Ballet

Gli Spandau Ballet sono un gruppo new wave/New Romantic londinese formato nel 1979. Guidati dalla voce di Tony Hadley e dalla penna di Gary Kemp, hanno definito l’estetica pop sofisticata dei primi anni ’80 con hit internazionali come True e Gold, per poi sciogliersi nel 1990 e tornare in attività dal 2009 al 2019.
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