Copertina di Spettri 2973 – MMCMLXXIII – La nemica dei ricordi
caesar666

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Per appassionati di rock progressivo, fan della musica italiana anni ’70, cultori di album cult e collezionisti di vinili vintage
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LA RECENSIONE

Ritornano dalle nebbie di tempi mitici gli Spettri, uno dei tanti gruppi che facevano parte della scena prog italiana oscura degli anni ’70. La Black Widow, meritoria etichetta genovese sempre molto attenta a disseppellire le pepite nascoste della galassia underground italiana dell’epoca, ha reso disponibile nel 2011 il leggendario album d’esordio degli Spettri che all’epoca non fu pubblicato. Si trattava di un disco caratterizzato da sonorità abrasive e pesanti in cui emergeva chiaramente l’influenza di gruppi come Black Sabbath, Led Zeppelin ma anche di giganti del prog come i King Crimson e gli Emerson Lake & Palmer. Ora la Black Widow ci regala la nuova fatica del gruppo fiorentino intitolato in modo ambizioso “2973 – MMCMLXXIII – La nemica dei ricordi”, un disco che potrebbe essere uscito tranquillamente nel 1973. Sembra che il tempo non sia mai trascorso e che gli Spettri abbiano voluto collegare la macchina del tempo per fare un viaggio a ritroso fino al 1972, anno in cui registrano il primo album. Il concept di “Spettri” era incentrato su un uomo alle prese con le brutture del mondo e i disagi della civiltà che cercava delle risposte nella rivoluzione sociale. La vicenda qui narrata si ricollega idealmente a quella precedente anche se, in questo caso, il protagonista intraprende una sorta di viaggio metafisico alla ricerca di se stesso. La strumentazione usata (hammond, leslie e chitarre) è la stessa degli anni ’70 e il gruppo dei fratelli Ponticiello ha voluto addirittura registrare con le medesima tecnologia disponibile nel 1973! “2973 – MMCMLXXIII – La nemica dei ricordi” mantiene così tutta la spontaneità e la freschezza di quel periodo leggendario. Sepolcrali riff “sabbathiani” caratterizzano l’iniziale e tirata “Il lamento dei gabbiani”. Nella successiva “La nave” le ambientazioni tendono molto verso il prog, con il pianoforte e il sax in evidenza che mi hanno fatto pensare ai King Crimson. In “Onda di fuoco” l’inizio è in puro stile Emerson, Lake & Palmer mentre la parte centrale è molto atmosferica e ricca di pathos. Anche l’incipit di “La nemica dei ricordi” è ancora in puro stile Re Cremisi. In “Il delfino bianco” troviamo ospite Elisa Montaldo del Tempio delle Clessidre alla voce in una traccia fiabesca e delicata. La conclusiva “L’approdo” è sicuramente uno dei vertici dell’album. Troviamo qui come ospite Stefano Corsi dei grandi Whisky Trail all’arpa celtica: si conclude così il viaggio del protogonista su un’isola mitica e il tutto assume una dimensione fantasy e mitologica. Onore alla Black Widow per averci regalato gli Spettri!

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Riassunto del Bot

Gli Spettri tornano con un album che sembra uscito direttamente dagli anni ‘70, mantenendo viva la spontaneità e le sonorità abrasive del prog italiano d’epoca. L’uso di strumenti vintage e la produzione fedele all’epoca creano un autentico viaggio temporale musicale. Le tracce si differenziano per atmosfere che richiamano giganti come King Crimson e Emerson Lake & Palmer, con ospiti che aggiungono un tocco fiabesco e mitologico. Un’opera che omaggia la scena prog italiana e la sua storia.

Spettri

Spettri è un gruppo prog fiorentino attivo nella scena italiana degli anni '70. Il loro primo album, registrato nel 1972, non fu pubblicato all'epoca e venne reso disponibile dalla etichetta Black Widow nel 2011. Il disco più recente in esame riporta esplicitamente al suono del 1973 e cita influenze come Black Sabbath, Led Zeppelin, King Crimson ed ELP. Nella recensione vengono menzionati come ospiti Elisa Montaldo e Stefano Corsi.
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