Spettri
2973 – MMCMLXXIII – La nemica dei ricordi

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Voto:

Ritornano dalle nebbie di tempi mitici gli Spettri, uno dei tanti gruppi che facevano parte della scena prog italiana oscura degli anni ’70. La Black Widow, meritoria etichetta genovese sempre molto attenta a disseppellire le pepite nascoste della galassia underground italiana dell’epoca, ha reso disponibile nel 2011 il leggendario album d’esordio degli Spettri che all’epoca non fu pubblicato. Si trattava di un disco caratterizzato da sonorità abrasive e pesanti in cui emergeva chiaramente l’influenza di gruppi come Black Sabbath, Led Zeppelin ma anche di giganti del prog come i King Crimson e gli Emerson Lake & Palmer. Ora la Black Widow ci regala la nuova fatica del gruppo fiorentino intitolato in modo ambizioso “2973 – MMCMLXXIII – La nemica dei ricordi”, un disco che potrebbe essere uscito tranquillamente nel 1973. Sembra che il tempo non sia mai trascorso e che gli Spettri abbiano voluto collegare la macchina del tempo per fare un viaggio a ritroso fino al 1972, anno in cui registrano il primo album. Il concept di “Spettri” era incentrato su un uomo alle prese con le brutture del mondo e i disagi della civiltà che cercava delle risposte nella rivoluzione sociale. La vicenda qui narrata si ricollega idealmente a quella precedente anche se, in questo caso, il protagonista intraprende una sorta di viaggio metafisico alla ricerca di se stesso. La strumentazione usata (hammond, leslie e chitarre) è la stessa degli anni ’70 e il gruppo dei fratelli Ponticiello ha voluto addirittura registrare con le medesima tecnologia disponibile nel 1973! “2973 – MMCMLXXIII – La nemica dei ricordi” mantiene così tutta la spontaneità e la freschezza di quel periodo leggendario. Sepolcrali riff “sabbathiani” caratterizzano l’iniziale e tirata “Il lamento dei gabbiani”. Nella successiva “La nave” le ambientazioni tendono molto verso il prog, con il pianoforte e il sax in evidenza che mi hanno fatto pensare ai King Crimson. In “Onda di fuoco” l’inizio è in puro stile Emerson, Lake & Palmer mentre la parte centrale è molto atmosferica e ricca di pathos. Anche l’incipit di “La nemica dei ricordi” è ancora in puro stile Re Cremisi. In “Il delfino bianco” troviamo ospite Elisa Montaldo del Tempio delle Clessidre alla voce in una traccia fiabesca e delicata. La conclusiva “L’approdo” è sicuramente uno dei vertici dell’album. Troviamo qui come ospite Stefano Corsi dei grandi Whisky Trail all’arpa celtica: si conclude così il viaggio del protogonista su un’isola mitica e il tutto assume una dimensione fantasy e mitologica. Onore alla Black Widow per averci regalato gli Spettri!

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Commenti (Quattro)

BARRACUDA BLUE
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E' risaputo che la black widow pubblichi dischi solo quando c'e' di mezzo l'occulto, conosco il disco recuperato nel 2011 dopo circa 40 anni di oblio, un concept sugli effetti di una seduta spiritica, non male per una registrazione amatoriale, erano quei tempi li' e quel sound un po' acerbo ma greve mi aveva affascinato. Album nuovo? Da andarci con le dovute pinze, se il precedente mi convinse all'acquisto ( e' pur sempre un investimento in vinile argento, solo 50 copie ), qui ci andrei molto piu' cauto, prima voglio ascoltare. Bravo te a segnalarlo.
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TheJargonKing
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Onore alla B.W. sicuramente, ma il disco è poca cosa, purtroppo. tanto pompato nei suoni e negli effetti, ma scadente di ritmiche e soprattutto nei testi, a tratti vergognosi. Complessivamente un 6 tiratissimo.
BËL (00)
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 Gregorio
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mi sono accorto di avere un capolavoro fra le mani. Dopo essermi meravigliato con l'ascolto del primo degli Spettri, aspettavo con curiosità questo secondo album. Il viaggio iniziato negli anni settanta sembra non essere mai stato interrotto: la chitarra suona riff potenti ed aggressivi, nel puro stile hard di quegli anni; l'hammond pare suonato da un discepolo di John Lord, la ritmica è degna dei migliori dischi dei Deep Purple e dei Black Sabbath. Finalmente i testi sono fuori dal linguaggio comune , volgare e predefinito. Il modo di descrivere fatti e situazioni immaginarie negli Spettri ricorda la migliore poesia tardo romantica. é il più bel disco che ho comprato negli ultimi 3 anni. Volto nuovo del prog italiano.
BËL (01)
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aries
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Seguo un po' il prog italiano, ma questi non li ho mai sentiti nominare. Lodevole l'idea di incidere con la tecnologia in uso nel '73. Non posso valutare il disco perché non l'ho sentito, però mi sembra una proposta interessante.
BËL (01)
BRÜ (00)

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