Copertina di Stereophonics Word Gets Around
GrantNicholas

• Voto:

Per fan del britpop, appassionati di rock alternativo anni '90, amanti degli stereophonics e della musica indie rock
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Come eravamo....  

Il 21 agosto 1997, con "Be Here Now", gli Oasis pongono la pietra tombale su grandissima parte di quel movimento comunemente conosciuto come britpop. Solo quattro giorni dopo, pubblica il suo esordio una promettentissima band gallese, gli Stereophonics, capitanati dal folletto frontman/cantante/chitarrista/songwriter Kelly Jones, una sorta di incrocio (vocalmente  parlando) tra Rod Steward e Liam Gallagher. Il disco, battezzato "Word Gets Around", ottiene subito un buon successo piazzandosi agevolmente in top-ten e già i paragoni (come spessissimo capita in U.K.) si sprecano, primo fra tutti quello con gli immortali Who.

 Adesso che siamo quasi nel 2009, sappiamo tutti che i 'phonics non sono mai diventati i nuovi Who, ma tante cose buone le hanno comunque fatte, a partire da questo esordio: quaratadue minuti di chitarre e belle melodie che prendono il via con una incalzante "A Thousand Trees" e si chiudono con la deliziosa malinconia di "Billy Davey's Daughter", passando per episodi più duri ("Looks Like Chaplin"), ballate da accendini che risentono ancora molto dell'influenza degli allora iperinflazionati fratelli Gallagher ("Traffic") e pezzi perfetti per un bel viaggio in auto verso mete preferibilmente sconosciute ("Check My Eyelids For Holes" e "Same Size Feet", plagiata cinque anni dopo dagli stessi Oasis per la loro "The Hindu Times").

 A volte il trio gallese si avvicina a trame tendenti all'indie rock, come nel caso della breve e saltellante "More Life In A Tramp's Vest", altrove invece prova ad emozionare, riuscendoci piuttosto bene (la hit "Local Boy In The Photograph"). Menzione obbligatoria per la sublime "Not Up To You" che, con una maggiore cura in fase di produzione ed arrangiamento, avrebbe potuto persino funzionare alla grande come smash-hit.

 Jones intepreta ogni singola sillaba con una bravura ed una passione incredibili, come se ogni nota interpretata fosse l'ultima, e la band lo segue con entusiasmo e convinzione.

 Uno degli esordi più belli in assoluto dei tadi novanta, questo "Word Gets Around", consigliatissimo a chi volesse farsi un'idea sulla (buona) musica di Jones e soci.

 Tracce chiave: "Looks Like Chaplin", "More Life In A Tramp's Vest", "Not Up To You", "Too Many Sandwiches"

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Il debutto degli Stereophonics con 'Word Gets Around' è un mix efficace di rock gallese e melodie intense, influenzato dal britpop degli anni '90. Kelly Jones si distingue per passione e tecnica vocale, supportato da un trio affiatato. L'album rimane uno degli esordi più validi di quel decennio, con tracce che vanno dalle ballate a pezzi più duri e indie. Consigliato agli amanti della musica alternativa e britpop.

Tracce testi

01   A Thousand Trees (03:02)

Leggi il testo

02   Looks Like Chaplin (02:32)

03   More Life in a Tramp's Vest (02:19)

04   Local Boy in the Photograph (03:22)

Leggi il testo

06   Not Up to You (04:37)

07   Check My Eyelids for Holes (02:43)

Leggi il testo

08   Same Size Feet (03:59)

09   Last of the Big Time Drinkers (02:45)

11   Too Many Sandwiches (05:03)

Leggi il testo

12   Billy Davey's Daughter (03:45)

Leggi il testo

Stereophonics

Gli Stereophonics sono una band rock gallese guidata dal frontman Kelly Jones, spesso elogiata nelle recensioni per melodie efficaci e per la vocalità riconoscibile del cantante. La discografia viene descritta come un percorso tra britrock, ballate e influenze più americane/acustiche in alcune fasi.
23 Recensioni

Altre recensioni

Di  roman-candle

 "Il disco non è sublime musicalmente, ma nella sua ingenuità possiede un'anima sincera."

 "Word Gets Around è un mal di schiena sopito, che nelle notti fredde torna a far capolino."