Disclosure Day, un’opera fuori tempo massimo.
Con grandi aspettative, ieri ho visto Disclosure Day di Steven Spielberg.
Con grande delusione sono uscito dalla sala.
Spielberg rimane ancorato ai suoi topos ma non li aggiorna. Risultato: una sorta di Bignami del suo cinema Sci-Fi, però riuscito male.
Tutto è svelato quasi fin dall’inizio e la suspence va a farsi benedire: gli alieni esistono e sono atterrati malamente a Roswell nel 1947.
Mentre il Mondo è sull’orlo della Terza Guerra Mondiale (che novità!), un sedicente genio informatico, che lavora per i soliti Uomini in Nero, decide di rivelare all’Umanità la pregnante verità, nella convinzione che questa nuova consapevolezza fermerà l’Apocalisse (ma figurati…).
Da questo incipit, parte la solita cavalcata di Suv Neri che inseguono il fuggitivo, senza che mai nessuno tiri fuori l’artiglieria pesante.
E tutto questo nel 2026, quando basta un drone cinese, comprato su Temu e guidato da un quindicenne, per eliminare il fastidioso rompiscatole.
Se non fosse per i cellulari e gli schermi ultrapiatti, siamo con tutta evidenza negli anni Novanta del ‘900 e mancano solo Moulder e Scully per ritrovarsi in uno degli episodi più banali di X-Files.
Gli spunti di riflessione vengono solo accennati in nome di un richiamo universale: l’Empatia tra gli uomini salverà l’Umanità. Roba che manco Walter Veltroni…
La regia, la fotografia, la recitazione, la colonna sonora appaiono di routine, al limite della produzione televisiva.
Solo la disturbante scena della alien abduction dei due protagonisti da bambini, lascia intravedere una possibile deriva alla Tim Burton: ma siamo proprio sicuri che questi Alieni sono buoni?
Questo ipotetico sviluppo manda in ansia Spielberg, che pertanto riprende la più rassicurante calvalcata dei Suv Neri.
La scorribanda per fortuna finisce, e lo fa nella Necropoli dei Boomers ossia degli studi televisivi.
Qui, per il sommo stupore delle nonne del Mid-West, stanno per essere proiettati gli x-files nascosti: è evidente che la Vita non ci vuole risparmiare nulla!
Rimane allo spettatore un misto di noia e perplessità di fronte alla tesi del film: Ci Hanno Nascosto Tutto!
Noia e perplessità che alla fine si sciolgono in un liberatorio Esticazzi.