Copertina di Stevie Ray Vaughan and Double Trouble In Step
Filippo Guzzardi

• Voto:

Per appassionati di blues, musicisti, fan di stevie ray vaughan, amanti della musica rock e jazz fusion
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LA RECENSIONE

Tre anni dopo il magnifico "Live Alive" con interpretazioni al cardiopalma del repertorio dei primi tre albums, a cui vanno aggiunte le ineccepibili interpretazioni di “Willie The Wimp” e di “Superstition” (cover, quest’ultima di un successo di Stevie Wonder), il grande ritorno in studio è "In Step" (1989): quarto strabiliante album di Stevie Ray Vaughan e la Double Trouble band al completo.

Questo disco supera il milione di copie e conferisce all’artista di Dallas la consacrazione assoluta nel panorama internazionale: Stevie Ray è diventato una vera e propria «star» con un esteso consenso di pubblico (come già detto, notoriamente insolito per il blues) accanto a quello già acclamato di critica ribadito dalla vittoria di un altro Grammy come «Best Contemporary Blues Recording» per l’album in questione.

Con la solita modestia che lo contraddistingue, l’allievo diventa maestro ed impartisce una lezione moderna di blues in “Wall Of Denial”, mentre con la splendida cover di un brano di Buddy Guy dal titolo “Leave My Girl Alone” ci ricorda di essere rimasto ancora fedele agli schemi del classico blues, senza per questo rimanervi per forza e per sempre ancorato: “Crossfire” e “Tightrope” (che considero i due brani migliori dell’album) sono lì ad ammonirci. In parole semplici, pur senza rinnegare le sue radici blues, Stevie Ray vuole recintarsi uno spazio proprio indicando una possibile evoluzione verso quel Jazz-Rock altrimenti (ed impuramente, aggiungerei) definito «Fusion» (dei vari Metheny, Scofield, Di Meola per intenderci) nel quale sembra, abbastanza spudoratamente, sconfinare con il magnifico brano strumentale di chiusura di quest’ultimo lavoro in studio registrato in vita: ossia “Riviera Paradise”.

Piccola curiosità: proprio in “Riviera Paradise” Stevie Ray Vaughan utilizza una fender stratocaster che aveva chiamato “Lenny” in omaggio alla moglie da cui l’aveva ricevuta in regalo (rispetto alla versione originale, Stevie Ray aveva sostituito l’ originale manico in sottile palissandro, poco adatto alle sue grosse mani, in un acero più doppio non fender, a quanto pare, regalatogli dal grandioso chitarrista e cantante southern Billy Gibbons dei celeberrimi texani ZZ TOP). A differenza della più famosa “Number One”, “Lenny” è dotata di corde più leggere che Stevie Ray Vaughan (le cui iniziali, SRV, sono quì incise sul pickguard) suona senza plettro per ottenere, attraverso anche la combinazione con quel manico ed i pickups originali, una tonalità più vivace ed al contempo più dolce e, quindi, molto più jazz.

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Riassunto del Bot

In Step è il quarto album di Stevie Ray Vaughan e Double Trouble che segna la consacrazione definitiva dell'artista nel panorama internazionale. Con oltre un milione di copie vendute e un Grammy vinto, l'album fonde il blues tradizionale con influenze jazz-rock e fusion, mostrando una maturità musicale senza precedenti. Brani come "Crossfire" e "Tightrope" spiccano per qualità, mentre "Riviera Paradise" evidenzia l'uso magistrale della chitarra "Lenny". Un capolavoro che conferma Stevie Ray come maestro assoluto del blues moderno.

Tracce testi video

01   The House Is Rockin' (02:24)

Leggi il testo

04   Let Me Love You Baby (02:44)

05   Leave My Girl Alone (04:16)

06   Travis Walk (02:20)

08   Scratch-n-Sniff (02:43)

09   Love Me Darlin' (03:21)

10   Riviera Paradise (08:48)

Stevie Ray Vaughan and Double Trouble

Stevie Ray Vaughan and Double Trouble è una band blues-rock statunitense guidata dal chitarrista e cantante Stevie Ray Vaughan, nata dalla scena di Austin. Formazione classica: Vaughan, Tommy Shannon (basso), Chris Layton (batteria) e, dal 1985, Reese Wynans (tastiere). Album chiave negli anni ’80 e performance live leggendarie hanno consolidato il loro ruolo nel Texas blues elettrico.
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