Personaggio istrionico, amante dell’improvvisazione ed aperto in senso evolutivo alle sperimentazioni, il chitarrista texano vuole allargare i confini del suo blues fedelmente esposto nei lavori "Texas Fllod" e "Couldn't Stand The Weather", al fine di raffinare il suo sound, reclutando Reese Wynans (tastiere) che si unisce alla band in occasione di "Soul To Soul" (1985).
Determinanti per il successo discografico dell’album in questione, inusuale per un genere importantissimo ma perennemente trascurato dalle zone alte delle classifiche di vendita, sono senza ombra di dubbio l’intensissima ballata dal titolo “Life Without You” e la divertentissima “Change It”, accanto le ottime esecuzioni in “Look At Little Sister” e “Ain’ t Gone‘N’Give Up On Love” : il capolavoro è rappresentato invece dall’opening-act dal titolo che è un interrogativo sottoforma di esclamativo: “Say What!”.
Anche questo terzo lavoro, in definitiva, non può mancare negli scaffali di un amante di questo genere, sebbene (nel complesso) leggermente inferiore ai due predecessori. Il dato sorprendente è che a subire una piccola flessione è proprio il talento texano: quell’impressione trova il conforto di voci che si accavallano sullo stato di salute di Stevie Ray e sui suoi presunti problemi con alcool e stupefacenti che, si dice, attanaglino anche il bassista Tommy Shannon. Durante il tour promozionale europeo, Stevie Ray viene colto da un collasso. Le voci da presunte diventano ufficiali e segue la notizia di un periodo di riposo forzato in cui sia Vaughan che Shannon si sottoporranno ad un intenso programma di disintossicazione, dal quale, dopo momenti veramente difficili, usciranno completamente ripuliti. Durante questo periodo, Stevie è comunque ospite d’eccezione in alcuni lavori discografici importanti firmati, fra gli alltri, da gente come Lonnie Mack, Bennie Wallace; James Brown, A. C. Reed e Stevie Wonder.
Sicchè, dopo diverse nominations e quasi inaspettatamente, semplicemente perché avvenuto durante la disintossicazione, Stevie Ray vince, nel 1987, il suo primo Grammy come «Best Rock Instrumental» per il brano “Say What!”.
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