Copertina di Stevie Wonder Songs In The Key Of Life
Paolos

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Per appassionati di soul, amanti della musica nera classica, critica musicale, musicisti, collezionisti di album storici
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LA RECENSIONE

IL CAPOLAVORO ASSOLUTO DELLA SOUL-MUSIC

(Le 21 'Canzoni In Chiave Di Vita')

1976: Dopo un periodo estremamente tormentato, in cui Wonder si rinchiuse in sè stesso per trovare la più autentica ispirazione compositiva, pubblicò "Songs In The Key Of Life". È il disco che più caratterizza questo artista, considerato all'unanimità come il suo lavoro più importante, un'autentica pietra miliare non solo del 'Soul' ma più in generale di tutta la musica moderna. Uno dei lavori più corposi e sostanziosi dell'autore: ben 21 pezzi raccolti in due dischi (vol. I e vol. II). Quasi tutte splendide e memorabili canzoni che si susseguono in una varietà sconfinata di tipologie melodiche: ce n'è davvero per tutti i gusti.

Oltre ad essere l'autore di tutti brani, Stevie è impegnato magistralmente alla voce, al keybord-bass, all'armonica a bocca, al piano ed alla batteria (con una tecnica cristallina ed un senso del ritmo tanto spiccato da influenzare una intera generazione di batteristi, che ne faranno un punto di riferimento assoluto).

Il vol. I contiene 12 pezzi, viene aperto dai sette minuti della splendida soul-ballad "Love's In Need Of Love Today". Memorabile ed originale "Village Ghetto Land", dove la voce di Stevie, accompagnata qui da un'armoniosa melodia di soli archi, ci dipinge uno spaccato di vita quotidiana in un ghetto nero di una metropoli americana (da dove Wonder proviene). Il cuore dell'album intero, la parte più rappresentativa e celebre del lavoro è senza dubbio, il binomio "Sir Duke" (dedicata al grande jazzista Duke Ellington)-"I Wish", due pezzi 'Soul' straordinari situati nella parte centrale del vol. I, ricchissimi di meravigliosi fiati e dai ritmi incalzanti e spettacolari. Una delle mie favorite è indubbiamente "Pastime Paradise", atmosfere magiche e misteriose avvolgono un testo splendido che rimprovera chi non riesce a vivere nel presente rifugiandosi nel ricordo dei giorni andati o nell'eterna speranza di giorni futuri migliori, dimenticandosi di vivere il proprio presente. Molto riusciti anche i pezzi che impegnano Stevie al piano, sempre dal vol. I ricordo: "Knocks Me Off My Feet", "Summer Soft" e la conclusiva "Ebony Eyes" una energica e contagiosa dichiarazione d'amore nei confronti delle ragazze nere provenienti dalle 'Ghetto's streets'.

Il vol. II contiene 9 pezzi e viene aperto dal celebre brano, dedicato alla nascita della figlia dell'autore, "Isn't She Lovely". Scontato ma molto efficace slogan anti-razzismo nella bella "Black Man". Come controrisposta alla lenta ballata del vol. I "Village Ghetto Land", qui troviamo la altrettanto riuscita "If It's Magic" stavolta non archi e voce, bensì arpa e voce. Ancora degne di una menzione particolare le meravigliose "As" ed "Another Star". "All Day Sucker" è un pezzo funky molto interessante, un precursore di una corrente della black music che ripercorrerà il nuovo sentiero indicato da queste note approdando sulle spiaggie del Rap. Trattasi di un pezzo che appare subito molto moderno e sembra icredibile oggi che sia stato scritto solamente nel 1976. "Songs In The Key Of Life" contiene anche 2 tracce strumentali: la velocissima "Contusion" nel vol. I e "Easy Goin' Evening (My Mama's Call)" scelta come chiusura del vol. II, una melodia dolce e lenta guidata magistralmente dall'armonica di Stevie.

Questo album come avrete capito è un'opera ricchissima, dalla quale attingerano a pine mani più generazioni di musicisti, non solo come fonte di ispirazione, ma anche per farne cover, rivisitazioni e campionamenti di ogni tipo: "Pastime Paradise" sarà 'rappata' da Coolio in "Gangsta's Paradise" (colonna sonora del film "Pensieri Pericolosi") ed "I Wish" sarà totalmente rovinata da Will Smith che la trasformò in "Wild Wild West" (colonna sonora del film omonimo). Ancora saranno rivisitate da diversi artisti "As", "Another Star" ed altre ancora, ma senza mai neppure sfiorare l'impeccabile risultato delle versioni originali.

Dopo aver lasciato in eredità alla ‘soul music’ questo monumentale lavoro, Wonder non tornerà mai più sui suoi passi, non ripercorrerà mai più i sentieri della ‘musica dell’anima’. Infatti dopo tre anni di silenzio pubblicherà un disco come “The Secret Life Of Plants” 1979, bellissimo ma totalmente fuori da ogni schema e dal passato musicale dell’autore, per poi incidere negli anni ’80 dischi sempre più pop-cantautoriali e sempre meno nella tradizione della black music (con risultati a volte ottimi a volte più deludenti). Mai più infatti vi sarà una globale convergenza di pubblico e totalità della critica nel ritenere un album di Wonder un capolavoro assoluto, dopo le perfette ‘Canzoni In Chiave Di Vita’ .

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Riassunto del Bot

Songs In The Key Of Life è l'opera più importante di Stevie Wonder, un capolavoro della soul music che unisce 21 canzoni di alta qualità musicale e testi intensi. Il disco spazia tra varie atmosfere e stili, con testi che trattano temi sociali e personali. Le tracce sono un punto di riferimento per generazioni di musicisti e hanno influenzato profondamente la musica moderna. L'album rappresenta il culmine creativo di Wonder, mai più eguagliato nei lavori successivi.

Tracce testi video

01   Love’s in Need of Love Today (07:05)

02   Have a Talk With God (02:42)

03   Village Ghetto Land (03:25)

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07   Knocks Me Off My Feet (03:36)

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08   Pastime Paradise (03:27)

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09   Summer Soft (04:14)

Stevie Wonder

Stevie Wonder (nato Stevland Hardaway Judkins) è un cantautore e polistrumentista statunitense, figura centrale di soul, R&B, funk e pop. Emerso giovanissimo nell’orbita Motown, ha firmato una serie di album fondamentali negli anni ’70 ed è noto per l’uso di tastiere e armonica, oltre che per brani di impegno sociale e grande successo pop.
20 Recensioni

Altre recensioni

Di  Socrates

 Le "Canzoni in chiave di vita" ... la "tonalità" della mia esistenza musicale l'hanno cambiata.

 Con questo lavoro Wonder conduce la musica soul in una nuova epoca, senza perdere le caratteristiche migliori della "musica dell'anima".