Copertina di Stone Temple Pilots Shangri-La Dee Da
Manndaudsvinter

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, fan degli stone temple pilots, amanti del grunge e della musica anni 2000
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Quello che recensisco è Shangri-La Dee Da, un album che ormai è storico. Recensire un cd come questo non è facile, perché stiamo parlando di quello che è a tutti gli effetti un pezzo di storia. Un ottimo lavoro, che riflette l'indubbia versatilità della voce di Scott Weiland e l'originalità di Dan DeLeo alla chitarra. Dietro a tutto questo c'è la solita mano di Brendan O'Brien, che non ha bisogno di presentazioni come produttore. Tornando al gruppo di San Diego posso dire che con Shangri-La Dee Da hanno davvero stupito, credo che nessuno si aspettasse un tale lavoro due anni dopo di N. 4.

Il cd apre con "Dumb Love", la canzone più "cattiva" dell'album, con riffs che ricordano i Black Sabbath del periodo più duro. Una scelta azzeccatissima questa, che influenza senza dubbio il risultato finale dell'opera. Segue "Days Of The Week", l'unica caznone che trovo poco convincente, elaborata al fine di catturare più ascolti, e a mio modesto parere malriuscita. Ma le aspettative non vengono più deluse al pezzo successivo, "Coma", che continua la scia di cattiveria di "Dumb Love" e si piazza con successo tra i pezzi più aggressivi della band, anche grazie ad un inizio graffiato davvero sorprendente. Segue "Hollywood Bitch", una canzone che rappresenta un po' la sintesi delle due precedenti, ma in modo onorevole si presenta come una ballata rock 'n roll quasi comica, come rivelano gli stessi testi e il titolo. "Wonderful" è un pezzo che è capace di mostrare agli ascoltatori la sovracitata versatilità di Weiland, che si esprime al meglio in questo pezzo rock melodico. "Black Again" si avvia con una mini-intro quasi Soundgardeniana, ma sono solo illusioni perché la canzone è un po' sulla linea di Wonderful in quanto a melodia, anche se resta comunque un ottimo pezzo. "Hello It's Late" è il vero gioiellino di questo disco, come "Bi-Polar Bear" ricerca un sound più melanconico, è a mio avviso il pezzo che più rimane di questo disco. "Too Cool Queenie" rompe un po' l'atmosfera della precedente, in modo senz'altro efficace, si sveglia nel finale del pezzo DeLeo con un ottimo assolo, uno dei pochi dell'album, che più che ad una prestazione tecnica punta a costrire un'atmosfera differente. "Regeneration" ricorda i Nirvana più strazianti, molti sono i punti in comune con il cantato di Scott Weiland in questo pezzo e la voce dell'ormai defunto Kurt Cobain, la cosa che però colpisce di più è l'alternarsi nella caznone di strofe quasi all'inglese. È poi il momento di "Bi-Polar Bear", la canzone che preferisco del cd, la più elaborata sotto il punto di vista della melodia, anche se risentendo del poco spazio tra percussioni e cori di sottofondo la voce di Weiland riesce a dare spettacolo, convincendo anche i detrattori. Meraviglia. "Transmission From A Lonely Room" è uno dei pezzi più veloci, un rock che più che alla pesantezza del riff punta più alla velocità, la voce di Weiland sembrà però riprendere molto "Pretty Nose" dei Soundgarden di Down On The Upside, soprattutto nelle parti antecedenti il ritornello. "A Song For Sleep" è l'ennesima variazione di stile dei quattro, che con questo pezzo quasi country dimostrano di essere ancora molto ben svegli, nonostante il titolo faccia credere il contrario. "Long Way Home" è quasi un tributo ai Nirvana con la voce di Weiland che si abbandona in un canto straziato. Il ritornello è un gioiello, "Teel me is it more of the same and where can I find it? Tell me is she fighting for air and where does she come from?". Un pezzo che rappresenta la band alla perfezione, con DeLeo che si abbandona in assolo sempre sottovoce, chiude l'album, e purtroppo anche la carriera in modo davvero egregio.

In definitiva quello che resta dopo l'ascolto di quest'album è tanta nostalgia, voglia di ritornare ai tempi in cui Weiland dava ancora il massimo. Non nego che in alcuni passi il disco possa apparire lento, ma ha certi picchi che gli valgono delle belle 4 stelle. "Call my name when you knock on the door".

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Shangri-La Dee Da è un album storico degli Stone Temple Pilots che mostra la versatilità vocale di Scott Weiland e l'originalità musicale di Dan DeLeo. La produzione di Brendan O'Brien valorizza un lavoro ricco di riferimenti al grunge e al rock alternativo. Pur con qualche momento meno convincente, il disco si distingue per pezzi aggressivi e melodici di grande impatto. Un'opera nostalgica che chiude egregiamente una fase importante della band.

Tracce testi

01   Dumb Love (02:51)

02   Days of the Week (02:35)

Leggi il testo

04   Hollywood Bitch (02:43)

05   Wonderful (03:47)

06   Black Again (03:26)

07   Hello It's Late (04:22)

08   Too Cool Queenie (02:47)

10   Bi-Polar Bear (05:04)

11   Transmissions From a Lonely Room (03:15)

Leggi il testo

12   A Song for Sleeping (04:15)

13   Long Way Home (04:34)

Stone Temple Pilots

Gli Stone Temple Pilots sono una rock band statunitense associata alla scena alternative/grunge degli anni ’90. Nelle recensioni ricorrono sia il successo di pubblico sia le discussioni su somiglianze e influenze rispetto ai gruppi di Seattle, insieme all’evoluzione verso sonorità più pop-rock/classic rock e alle ripartenze dopo cambi importanti in formazione.
17 Recensioni