Copertina di Stratovarius Elements Pt.1
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Per appassionati di power metal, progressive metal e musica sinfonica, fan delle band virtuose e dei compositori talentuosi
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LA RECENSIONE

Sinceramente non pensavo che il mio percorso musicale avrebbe trovato sulla sua strada gli Stratovarius, grandi esponenti del Power Metal made in Finland. Due sono i motivi:
1. La fase Rhapsody l'ho passata da tempo e sono sempre stato più avvezzo a sonorità più dure, anche se ho imparato ad apprezzare Heavy e Prog.
2. Ultimamente i miei ascolti si sono diretti verso band quali Rush, King Crimson e Yes.

Certamente per dare un giudizio su un album bisognerebbe conoscere anche altri lavori della band, e purtroppo mi tocca ammettere, che degli Stratovarius ho ascoltato solo questo. Il paragone con i Sonata Arctica, che va avanti da parecchi anni non esiste: con questo disco gli Stratovarius sconfinano nel Progressive Metal, miscelando pezzi veloci e caratteristici ad altri, strutturalmente più complessi con inserti sinfonici.

La varietà dei brani è impressionante: il singolo "Eagleheart", punto più basso del disco, perde in originalità quello che acquista in orecchiabilità. Il brano che ti entra in testa e non esce più. Bellissima, è un banale aggettivo per spiegare i raffinati dodici minuti tra i quali si snodano gli intrecci di "Elements"; cori epici, orchestrazioni magistrali, chitarra e tastiera lasciate libere di tracciare percorsi tortuosi con un' armonia sorprendente, batteria che morde il freno e la voce di Kotipelto capace di ammaliare. Proprio la batteria dà il meglio di sè in brani energici come "Find Your Own Voice" e "Learning To Fly", la prima impreziosità da virtuosismi di chitarra e tastiera e la seconda dotata di un refrain strepitoso. Splendido anche il brano "Fantasia" ispirato al film "La Storia Infinita": una massiccia composizione che ci accompagna per quasi dieci minuti, il pezzo più progressivo del disco. "Soul Of A Vagabond" è la dimostrazione definitiva della qualità del disco; può essere una delle meno belle, ma rimane una canzone che sfiora il capolavoro. Non si può dimenticare "Papillon", con la voce femminile che intona note delicate poi sostituita da Kotipelto, che si dimostra un ottimo cantante anche nelle parti più basse. I suoi acuti tornano a farsi sentire nel ritornello. Lo strumentale "Stratofortress" invece, lascia in disparte per soli tre minuti e ventuno il singer, dando spazio alla frenetica gara di velocità fra chitarra e tastiera, che questa volta calca territori neo-classici tanto cari a Malmsteen. La ballata non poteva mancare, "A Drop In The Ocean" è la dolce e degna conclusione del disco.

In questo disco Timo Tolkki dà dimostrazione del suo straordinario talento di compositore e chitarrista. Assoli al punto giusto, scelta di soluzioni molto varie e mai scontate, problema che spesso affligge l'inflazionato Power Metal. Di Timo Kotipelto, non si parlerà mai abbastanza. Come stile assomiglia molto a James LaBrie (Dream Theater) nelle canzoni più lente, mantenendo comunque un'impronta personale. Non meritano menzioni inferiori il velocissimo Jens Johansson, le sue acrobazie alle tastiere sono fenomenali, e il terremoto Jorg Michael, che sembra trovarsi certamente più a suo agio nei pezzi Power, mentre nei lenti, forse non dà il massimo; ciò non intacca comunque la sua prova.

Un ottimo disco di Power Metal, condito con quel pizzico di musica sinfonica che non guasta mai.

Capolavoro.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Elements Pt.1 degli Stratovarius come un eccellente album di power metal con influenze progressive e orchestrazioni sinfoniche. Vengono apprezzati sia i brani veloci che quelli complessi, la versatilità vocale di Kotipelto e il talento compositivo di Tolkki. L'album viene considerato un capolavoro grazie a una miscela equilibrata di originalità e orecchiabilità, con momenti di grande energia e raffinatezza sonora.

Tracce testi

Stratovarius

Gruppo metal finlandese spesso indicato nelle recensioni come tra i nomi più importanti del power metal europeo, con una fase molto celebrata negli anni '90 e un percorso successivo segnato da crisi interne, cambi di formazione e un rilancio con le uscite post-2008.
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