Copertina di Submersed In Due Time
Son Art

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Per appassionati di rock alternativo e mainstream, fan di creed e breaking benjamin, ascoltatori di debutti rock technical e melodici
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LA RECENSIONE

I Submersed si formano in Texas nel 2004, fanno parte della Wind-up Records (o facevano parte, visto che pare si siano sciolti nel 2008 dopo la pubblicazione del secondo album "Immortal Verses"), casa discografica di artisti affermati come Creed, Evanescence, Seether e 12 Stones.

Ai primi ascolti di questo loro esordio mi venne il sospetto che alla chitarra e alla batteria ci fossero proprio Mark Tremonti e Scott Philips, membri di Creed e Alter Bridge. Non mi sbagliavo: Scott ha suonato in molte traccie del disco e Mark ha realizzato l'intro di "Flicker". Tuttavia l'ausilio indiretto di Tremonti è palese, il bravo chitarrista della band ha molto del suo stile, anche se non ha nè la sua tecnica nè la sua creatività. Quindi una band assolutamente derivativa e che non presenta nulla di nuovo, ma che realizza un disco onesto, nessun brano fa gridare al prodigio, ma tutti si fanno ascoltare con piacere.

"Hollow" apre il disco, un brano che più che i Creed richiama alla memoria i Breaking Benjamin e lo stesso dicasi per "At Peace", stesse componenti di base, chitarre possenti alternate a ritornelli orecchiabili in puro stile mainstream rock. La title track è leggermente più metallica, anche se ripete pressochè l'identica formula del duo iniziale. Della pioggia battente introduce poi "Dripping", arpeggi carpiti a Tremonti, prova vocale sufficentemente espressiva, una buona modern ballad e non sarà la prima. La già citata "Flicker" è la seconda: nella quale, dopo l'intro di Tremonti, sono da evidenziare l'efficace lavoro di chitarra che lega strofe a ritornello, piacevole. La terza è "Deny Me", forse la migliore, anche se come detto la qualità delle canzoni è abbastanza similare, benfatto comunque l'assolo distorto da Eric Friedman. Quarta ed ultima, "Piano Song", che di piano ha solo l'intro, discreta. Di poco superiori alla media sono forse "You Run", costruita fra brillanti fraseggi di chitarra e con un refrain meritevole di nota, e l'orientaleggiante "Divide The Hate", tutto il resto è riempitivo.

Un dischetto senza pretese, ben suonato , ma che pecca troppo in originalità.

Solo, una delle tante band moderne.

Meteora.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'esordio dei Submersed, una band texana attiva fino al 2008, evidenziando una musica solida ma derivativa vicino a sonorità di Creed e Breaking Benjamin. Il contributo di Mark Tremonti e Scott Philips è presente ma non sufficiente a elevare il disco. Le tracce sono piacevoli senza eccellere, con momenti più riusciti come "Deny Me" e "You Run". Un album onesto ma privo di innovazione che si distingue per la buona esecuzione tecnica, pur restando nella media del rock mainstream.

Submersed

Band rock originaria del Texas, pubblicata su Wind-up Records. Debutto con 'In Due Time' e secondo album 'Immortal Verses'. La critica presente valuta il loro lavoro come ben suonato ma poco innovativo.
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