Non si sa cosa sia questo nuovo dei Subsonica.
Un album rock? No, troppo blando. Avril Lavigne avrebbe fatto di meglio.
Un album dance? E chi balla?
Un album pop? A sprazzi.
Un album indie? Può darsi.
Il fatto è che stavolta Boosta, Samuel e compagni hanno fatto un lavoro alquanto blando. L'opener "Corpi su Corpi" ricorda per melodia e intenzione "Colpo di Pistola" (che è pur sempre uno dei massimi brani dell'indie italiano), "Ratto" alza un pò il tiro con quel ritornello beat così come "Vita d'Altri". "Abitudine", il primo singolo, è un pò il punto d'unione tra l'elettronica (ottima) dei dischi precedenti e il rock a cui aspirano i SubSonica.
Il resto dell'album è sciatto, sembra che i torinesi non sappiano come suonare le canzoni che hanno scritto e tentano un inutile lavoro di batteria e chitarre alquanto pesante.
Dovrebbe essere un album fatto per suonare live ma in realtà i SubSonica live sono davvero ok (li ho visti). Speriamo che dal vivo assuma più profondità, spessore e soprattutto corpo, visto che è quello che manca alle canzoni: un corpo ben proporzionato.
Pezzo migliore: "Dormi". Acustica, alla Simon & Garfunkel, ma soprattutto bellissima.
Max Casacci usa la doubleneck 12 corde, un omaggio a Jimmy Page.
Con quest'album i Subsonica si confermano una band in continua evoluzione.
Questa volta l'elettronica da primo piatto è passata a contorno, solo il tempo potrà dire se la svolta è positiva.
Godiamoci il presente ballando sulle strofe di L'Odore: "Ma voglio che tu/tu piano faccia strage di me/in un incerto compromesso/tra la mia anima e il suo riflesso".
Un disco molto più rock dei precedenti, con chitarre sempre presenti e i classici riferimenti elettronici.
Il disco pur non essendo brutto ha il difetto di non riuscire sempre a tenere viva l'attenzione, smarrendosi in diverse occasioni.