Copertina di Super Elastic Bubble Plastic Chances
Franci!

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Per appassionati di musica indie italiana, fan del rock alternativo, ascoltatori di album autoprodotti e chi cerca evoluzioni artistiche sonore
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LA RECENSIONE

"Chances", terzo episodio partorito dal trio mantovano, è il disco della svolta. Stavolta, scelgono la via dell'autoproduzione e si concedono il lusso di una maggiore libertà artistica. Svecchiano definitivamente, nel bene o nel male, la formula di cui si erano avvalsi sin dai tempi del loro esordio, "The Swindler", e che avevano già cercato di rinnovare all'interno di "Small Rooms". Abbandonano la cazzuola e imbracciano pennello e tavolozza per colorare il loro rumorososissimo, quanto monocromatico, antico percorso.

Non mancheranno, però, le tinte forti. "Someone Nice to Kiss", crudo attacco a base di stop'n'go con chitarra a cento all'ora e basso incendiario, farà da ideale anello di congiunzione, sebbene il loro tiro abituale di matrice touch'n'goiana sia arcipresente anche nelle velocissime "Mister P" e "Fake Queen". La furia, questa volta impotente, di "Travis" e "New Personalities", velata di un'aura sinistra, smusseranno questi tratti ancora spigolosi prima che i nostri, con le lente e angosciose "Lover's Heart", struggente incedere di arpeggi acustici che si snoda nella disarmante malinconia del ritornello, e "Young Shark", un'introspettivo viaggio con esplosione di lacrime finale, presteranno definitivamente il fianco ai sentimenti. "Chances" segna la sospirata maturità per i Super Elastic Bubble Plastic non solo perchè il leader (?) Gionata Mirai ha messo la barba e sembra un cantante consumato in "What Else", ma anche perchè, tra le oltre cose, si cimenteranno addirittura in una ballad americana come "A Tale from the Bottom" per chiudere il disco: canzone da ascoltare al tramonto, con fiati e chitarre southern a tappezzare l'orizzonte.

L'episodo migliore resterà comunque, nel solco della tradizione ("My Emotional Friend" e "Selfmade Popsong" dicono qualcosa?) "Like the Sea", impasto di rock in salsa pop, che lascerà tutti col solito interrogativo. Perchè, nonostante le spensierate linee di basso, il crescendo arioso e tutti quegli ingredienti tipici di una hit, una canzone come questa non scala le classifiche? Perchè i Super Elastic Bubble Plastic, gruppo indie per origine ma nazionalpopolare per vocazione e fisionomia, non passano in radio e non sono sulla bocca degli adolescenti?

Ai posteri l'ardua sentenza. Intanto si sono incamminati, a costo però di qualche episodio insipido, sulla strada, giusta, della maturità. Sconsigliato a quelli che di quest'ultima non sanno che farsene. 

Tre pallini e mezzo.

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Riassunto del Bot

La recensione di "Chances" dei Super Elastic Bubble Plastic evidenzia una svolta significativa per il trio mantovano, con un approccio più libero e maturo grazie all'autoproduzione. L'album mescola energia indie rock con momenti introspettivi e ballad, segnando un'evoluzione rispetto ai lavori precedenti. Nonostante qualche episodio meno riuscito, il disco si conferma un passo importante nella crescita artistica della band. Tra i brani più apprezzati spicca "Like the Sea", un perfetto equilibrio tra pop e rock.

Tracce video

01   Someone Nice to Kiss (02:03)

02   Like the Sea (02:59)

03   Fake Queen (03:05)

04   New Personalities (04:28)

05   Lover's Heart (02:56)

06   Mister P (03:30)

07   Travis (06:50)

08   Young Shark (02:40)

09   What Else (04:26)

10   Bad News (05:26)

11   A Tale From the Bottom (02:36)

Super Elastic Bubble Plastic

Power trio mantovano (Gionata Mirai: chitarra/voce; Alessio Capra: batteria; Gianni Morandini: basso). Esordio The Swindler (2004), prodotto da Giulio “Ragno” Favero e GianLuca Turrini, mastering di Madaski. Segue Small Rooms (2006), ancora con Favero. Con Chances l’autoproduzione segna una maturità più ampia, tra impeto noise e aperture melodiche. Intensa attività live, anche con Linea 77, Korn, Dinosaur Jr., Placebo (annullata) e Heineken Jammin’ Festival.
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