Copertina di Supertramp Famous Last Words
jingpingmei

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Per appassionati di musica progressive, fan dei supertramp, ascoltatori di rock anni '70 e critici musicali
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LA RECENSIONE

...non lasciarmi adesso, lasciarmi fuori sotto la pioggia battente, con la schiena contro il muro, non lasciarmi adesso...

A distanza di 3 anni dal successone e dai suoi tormentoni i vagabondi tornano a farsi sentire; indiscussa bravura, gli ottimi arrangiamenti e lo stile inconfondibile non sono intaccati: dal cilindro spunta fuori il singolo frizzante da classifica, una formidabile ballata anni '50 "My kind of lady" con tanto di cappello a John Helliwell!

La dolce "Know who you are", la discreta "Waiting so long"... OK, c'è qualcosa che non va: "Famous last words" non ha il colore dell'illustre predecessore, né tanto meno la creatività; le scaramucce Davies-Hodgson hanno portato ad un evidente passo indietro, ma il gruppo inglese riesce a tenersi a galla quanto basta per non sbiadirsi subito.

Ora, sono le "ultime parole famose" di chi non ha più niente da dire? O quelle di chi è già sazio di successo? O ancora di chi ha fatto il suo tempo? Può darsi, di certo viene meno un genere unico (prog, prog-rock, prog-pop che sia) nonché il sapore di squisite armonie e appassionanti dialoghi fra sax profondo e tastiere maestose.

E allora suonano tetre e beffarde le parole della splendida "Don't leave me now":

...e le ombre iniziano a cadere, [...], mi sento vecchio, solo e grigio, non lasciarmi adesso...

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Famous Last Words' dei Supertramp, evidenziando un calo creativo rispetto ai precedenti successi ma mantenendo un buon livello di arrangiamenti. Il confronto con l'album precedente è inevitabile, soprattutto per le tensioni interne al gruppo che hanno inciso sulla qualità complessiva, pur senza far sbiadire completamente lo stile unico della band.

Tracce testi video

Supertramp

I Supertramp sono un gruppo rock britannico noto per un pop-rock melodico e raffinato, con radici progressive, e per il dualismo compositivo tra Rick Davies e Roger Hodgson.
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