Solo 4 parole: "Eye of the Tiger". E' il 1982 e i Survivor, combo statunitense, compongono questo brano divenuto poi celebre grazie a Rocky, serie di film interpretata da Sylvester Stallone. Alla voce c'è Dave Bickler, cantante discreto ma non particolarmente espressivo. Malgrado ciò il gruppo, grazie all'album omonimo, raggiunge una popolarità inaspettata. Tuttavia, solo 2 anni dopo, esce questo "Vital Signs": alla voce troviamo adesso il talentuoso Jimi Jamison e il suddetto album diventa il primo di una trilogia di dischi ( "When Seconds Count" del 1986 e "Too Hot To Sleep" del 1988) che definire stellare è addirittura riduttivo. Ma andiamo per ordine.
L'album si apre con "I Can't Hold Back", un brano tanto semplice nella sua struttura quanto incantevole. Senza accorgervene vi ritroverete a canticchiarlo dopo il primo ascolto. Siamo solo a un decimo dell'album e la magia è già infinita. Il secondo brano è "High On You", un brano a mio avviso leggermente inferiore del precedente ma che si assesta su livelli qualitativi eccelsi. Segue "First Night". Eccessivamente sdolcinata e zuccherina? Probabilmente si, ma provate a restare impassibili mentre l'ascoltate. Non potrete fare a meno di rimanere ammaliati dalla sua dolcezza.
Dopo la quarta traccia, "The Search Is Over", arriviamo ai miei tre brani preferiti dell'album: "Broken Promises", "Popular Girl" ed "Everlasting". La prima delle tre è una canzone che si assesta, se vogliamo, su un andamento leggermente più rockeggiante nella strofa, fino a un ritornello da cantare a squarciagola, con la faccia rivolta al cielo... Ascoltando il divino intermezzo di pianoforte intorno al minuto 2:40. Davvero magnifica. Popular Girl è un pò più scanzonata, ma comunque fantastica: le tastiere e la voce di Jamison qui regnano sovrane. "Everlasting" è, a mio avviso, la più struggente dell'intero lotto. Forse uno scalino sotto le due precedenti, ma capace di far venire la pelle d'oca con facilità.
Chiudono questo superbo lavoro "It's The Singer Not The Song" e "I See You In Everyone". Nella prima Jamison "rivendica" il ruolo del cantante in una band e soprattutto le emozioni che nessun altro strumento riesce a suscitare, mentre la seconda non aggiunge nulla di particolarmente innovativo a quanto già detto, malgrado sia tutto fuorché un brano da trascurare. Come si suol dire, la perfezione non è di questo mondo. Tuttavia credo che i Survivor ci siano andati estremamente vicini: è davvero difficile credere che 5 esseri umani abbiano potuto scrivere canzoni del genere: questo album è una pietra miliare del rock melodico e della musica in generale. Se non avete pregiudizi per quanto riguarda la musica e volete semplicemente lasciarvi andare sull'onda delle emozioni, magari nel periodo estivo durante un tramonto e con una persona speciale al vostro fianco, questo è l'album che fa per voi.
I tre minuti che cambiano la vita... Questa è stata per i Survivor "Eye of the tyger".
Vital Signs è un disco fatto per la radio, in cui ognuno dei nove brani presenti, è una potenziale hit.