Testament
Return To The Apocalyptic City

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Signore e signori, ecco a voi i Testament! Una delle più grandi realtà del thrash metal provenienti dalla Bay Area californiana! La band ha incontrato numerosi ostacoli nell'arco della propria carriera (le forti divergenze con le case discografiche, i continui cambi di membri, le cattive condizioni fisiche del cantante Chuck Billy), ma con grande tenacia ha saputo guadagnarsi una posizione di rilievo nella graduatoria del metallo. Gran parte del merito va al funambolico chitarrista Alex Skolnick, autore di riff taglienti e assoli al fulmicotone ma anche di melodie coinvolgenti, per me un chitarrista impeccabile sotto ogni punto di vista.

Dopo i grandi successi degli anni '80, la band si ritrovò in difficoltà con l'inizio del decennio successivo. Il thrash declina rapidamente, per via di nuove forme musicali come grunge e alternative rock, che fecero la fortuna di ingorde case discografiche e di MTV. Come tutti sanno, la maggior parte dei gruppi thrash diedero una svolta più commerciale al proprio sound (un nome a caso... i Metallica!). Ahimè, anche i Testament furono succubi di questo cambio generazionale e "The Ritual" (1992) ne è la prova lampante. Mentre la svolta di gruppi come Metallica e Megadeth non registrò cali di popolarità (anzi!), quella dei Testament si rivelò un fallimento commerciale.

Dopo questo esperimento fallito, i Testament danno alla luce questo Ep dal vivo, "Return to the Apocalyptic City" (1993). Questo lavoro segna i primi dei tanti cambi di formazione della band che non riuscì più a rimanere compatta. Skolnick se ne va non essendo più interessato all'heavy metal e si dedica a nuove esperienze musicali come il gruppo jazz a suo nome (Alex Skolnick Trio), il batterista Louie Clemente abbandona la musica per dedicarsi al commercio di antiquariato. Così, il chitarrista/fondatore Eric Peterson, Chuck Billy ed il bassista Greg Christian assoldano due ex membri dei Forbidden (altra band di valore nel thrash metal), come il chitarrista Glen Alvelais ed il mitico batterista Paul Bostaph.

La nuova formazione esegue un degna prestazione in questo lavoro ed Alvelais, dal punto di vista tecnico, non è per niente inferiore a Skolnick, del resto anche Bostaph non è da meno rispetto a Clemente. Nel breve arco dell'Ep, vengono ripassati alcuni pezzi storici del quintetto, ovvero "Over the Wall", "The Haunting", "Disciples of the Watch" e solo un pezzo di "The Ritual", "So Many Lies", l'unica che stona nella scaletta, avrei preferito "Electric Crown", uno dei pochi pezzi salvabili del peggior disco dei Testament. Le ultime due tracce sono registrate in studio dalla formazione classica (Billy, Peterson, Skolnick, Christian e Clemente): la slayeriana "Reign of Terror", registrata durante una demo-session di "The New Order", e la ballad "Return to Serenity" priva del primo minuto di intro.

Sarebbe stato un ottimo live se avesse presentato un numero maggiore di brani. Ad ogni modo, è sempre una buona performance dal vivo.

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Commenti (Sei)

Defender85
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grandissimi Testament! un gruppone, veramente!
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Pennywise
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La recensione non dispiace. Però basta parlare della svolta stilistica dei metallica...del thrash morente...della fortuna di MTV e il grunge...
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pataweb
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Mi piaceva assai
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Battlegods
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Davvero un bel disco live questo dei Testament. Contiene dei pezzi veramente fantastici, come "Over The Wall" (che sinceramente mi piace di piu' live che in studio), "The Haunting", "Disciple Of The Watch"..peccato che non abbiano fatto "Electric Crown", comunque anche "So Many Lies" non e' per niente male. INTO THE PIT !!
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rive
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Scusami, ma non credo sia merito di Skolnick se la baracca-Testament è stata tenuta in piedi, dato che, come hai ricordato, ad un certo punto ha pure lasciato la band. Dire "un nome a caso... Metallica" per emblematizzare il post-thrash x me dimostra poca cultura in merito e tanto tanto sentito dire, dato che non è di certo la band che + ha assorbito i generi emergenti all'epoca come l'alternative o l'industrial quanto per esempio, x citare una band che hai citato, i Forbidden, il cui terzo lavoro è quanto di più esemplificativo e vergognoso, per non dire schifoso, il post-thrash ci abbia regalato
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Hoglan
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Che c'entra il post thrash? Io solo parlato di come molti gruppi thrash abbiano seguito strade diverse negli anni '90 e ho citato i Metallica perchè sono l'esempio più noto. Certo che non sono stati gli unici, i Kreator hanno seguito l'industrial, i Sepultura il nu/alternative con ritmi tribali, gli anthrax il rapcore e via dicendo... E poi, leggi bene, non ho scritto che è tutto merito suo ma gran parte, Skolnick la sua importanza l'ha avuta e come, basta guardare i crediti dei primi quattro dischi (e poi lo disse stesso Billy su Metal hammer nel 2002 che senza di lui non sarebbero stati gli stessi)
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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