Copertina di The Allman Brothers Band Live at the Atlanta International Pop Festival: July 3 & 5, 1970
rupertsciamenna

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Per appassionati di musica rock, blues e jam session, collezionisti di dischi live storici e cultori del rock classico americano.
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LA RECENSIONE

Gli Allman Brothers furono un passaggio di consegne con virile stretta di mano tra un sognatore disilluso della West Coast ed uno schietto maniscalco del Sud americano; un impetuoso voltapagina di una scena musicale che stava subendo un radicale cambiamento. Situazione storico/temporale: inizio del nuovo decennio e tragica fine dei miti - musicali ed ideologici; simbolici ed impersonificati - protagonisti nel precedente.

La musica degli Allman Brothers significò il ritorno alle radici del Blues utilizzando la fantasia dell'improvvisazione, ovvero una rilettura più muscolare ed aggressiva dei voli pindarici espressi nelle Jam psichedeliche dell'Acid Rock.

Il whisky al posto dell'LSD.

Nel 1971 uscì quello che senza alcun dubbio fu il loro miglior disco, mi riferisco al Live "At Fillmore East", registrato durante quattro concerti di fila che tenettero sul sacro palco del teatro Fillmore East di New York City. Ma il mercato musicale, oltre a tentare di fregarci con assurde compilation postume o propinandoci collage di canzoni prese in modo discutibile da concerti diversi, regala spesso piacevoli sorprese. Nel 2003 è stata infatti pubblicata la versione integrale della performance degli Allman Brothers all'Atlanta International Pop Festival del 1970. Ovvero qualche mese prima del sopraccitato Live newyorkese. Ovvero in una delle storiche manifestazioni musicali a cui presero parte anche B.B.King, Jimi Hendrix, Captain Beefheart, Procol Harum, Johnny Winter ed altri personaggioni. Ovvero si gioca in casa - davanti a 600 mila persone - in un'atmosfera che profuma di definitiva consacrazione.

Due date. Il 3 di luglio e le prime ore del 6 luglio. La scaletta complessivamente fu molto simile a quella del Fillmore East, con l'aggiunta della cover "Hoochie Coochie Man" di Dixon e Muddy Waters - già presente nel loro album in studio - e delle loro "Dreams" e "Every Hungry Woman", suonate solo nella prima serata. Entambe le serate si conclusero con la pirotecnica "Mountain Jam": una scarica di rock-blues e intrecci di chitarra - oltre che assoli di batteria - interrotta dalla pioggia durante il primo concerto ma godibile nei suoi 28 minuti dello show di chiusura - con l'apporto di Johnny Winter come terza chitarra. Personalmente ascoltando questi sei ragazzi (sette con l'armonicista Thom Doucette) non riesco mai ad annoiarmi; merito della varietà di suoni che si fondono e si presentano alle percezioni nonostante, peraltro, la semplicità dei pezzi. Anzi, riesco ogni volta a trovare nuovi dettagli all'ascolto. Ed è veramente incredibile ciò che era in grado di fare Duane Allman con la slide guitar e come tutta la band riusciva a seguirlo tenendo quel ritmo brutale.

Sull'importanza di questo doppio disco nella vostra collezione lascio le dovute considerazioni alla vostra voglia di approfondire. Ma che vi interessi o meno: questa è Storia.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra la storica performance degli Allman Brothers Band all'Atlanta International Pop Festival del 1970, anticipando il celebre live "At Fillmore East". Si sottolinea l'importanza del ritorno alle radici del blues con un sound potente e improvvisato. Il doppio album registra due serate intense, con la presenza di Johnny Winter e momenti memorabili come la "Mountain Jam". Un disco che rappresenta un pezzo fondamentale della storia del rock.

Tracce testi

01   Introduction (01:04)

02   Statesboro Blues (06:05)

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04   Don't Keep Me Wonderin' (03:48)

05   Dreams (09:48)

06   Every Hungry Woman (04:31)

07   Hoochie Coochie Man (05:29)

08   In Memory of Elizabeth Reed (11:34)

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10   Mountain Jam, Part I (10:35)

11   Rain Delay (01:14)

12   Mountain Jam, Part II (06:51)

The Allman Brothers Band

The Allman Brothers Band nasce nel 1969 attorno ai fratelli Duane (chitarra) e Gregg Allman (voce, organo), con Dickey Betts, Berry Oakley, Butch Trucks e Jaimoe. Fondamentali nel definire il southern rock, fondono blues, jazz e country, imponendosi con il live At Fillmore East (1971). Dopo la scomparsa di Duane (1971) e Oakley (1972) proseguono con Brothers and Sisters (1973) e varie reunion fino allo scioglimento nel 2014.
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