Copertina di The Black Crowes Shake Your Money Maker
shooting star

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Per appassionati di southern rock,amanti dell'hard rock classico,fan degli anni '90,collezionisti di musica rock,musicisti e chitarristi,seguaci del rock ribelle e autentico
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LA RECENSIONE

Se il Southern Rock non morì ai tempi di 'Sweet Home Alabama' dei Lynyrd Skynyrd o di 'Jessica' degli Allman Brothers Band è proprio grazie a “Shake Your Money Maker”, il debutto dei Corvi Neri datato 1990.

In un’era in cui la musica South stava già cadendo in un netto declino, essi riuscirono a riportare sulla scena un semplice e sporco rock’ n’ roll sudista, nel quale sesso, droga e rock’ n’ roll sono l’unico credo. Il gruppo nacque inizialmente col nome di Mr. Crowe’s Garden, fondato dagli storici fratelli Robinson, ai quali si aggiunsero successivamente il batterista Steve Gorman, il bassista Steve Gorman e Jeff Cease ad affiancare Rich alla chitarra. Il gruppo è famoso soprattutto per la lunga durata dei concerti, i quali presentavano interminabili jam session, e per il loro carattere ribelle, tipico da southern-men, che li spinge a ridicolizzare sul palco lo sponsor per cui suonano, a sostenere dei concerti a favore della legalizzazione della marijuana, o a litigare con vari spettatori tra il pubblico.

Fin dalle prime note di chitarra distorta di “Twice As Hard” si capisce che il gruppo non è abituato a fronzoli, ma ad uno stile grezzo, duro e soprattutto diretto. Questo concetto viene provato anche in altri pezzi di ottimo calibro quali “Thick And Thin”, “Sister Luck” e “Could I’ ve Been So Blind”. Ma i Black Crowes si impossessarono del primo posto nelle classifiche americane soprattuto per la spettacolare “Hard To Handle”, riproponendo questo storico pezzo soul di Otis Redding in chiave hard rock. La voce di Chris è rozza e tagliente, i riff di chitarra sempre più aggressivi: insomma il disco vale anche solo per questa grande canzone. In “Shake Your Money Maker”, sono anche riconoscibili delle caratteristiche o, perché no, dei veri e propri inni ai mostri sacri dell’Hardrock, i quali, in fondo, furono dei miti anche per i cinque ragazzi originari di Atlanta. Basti ascoltare quella chitarra di “Sister Luck” per farci tornare in mente i grandi riff alla Lynyrd, “Seeing Things”, per farci emozionare come sanno far emozionare i lenti dei Free, o “Stare It Cold”, tipica canzone alla AC/DC, (con uno spudorato accenno a “Needle And The spoon") e i vari accenni a Rolling Stones e Led Zeppelin che aleggiano un po’ in tutto l’album.

Ma la chicca di questo album, e una delle più belle canzoni dell’ intera discografia, è “She Talks To Angels”, in cui chitarra acustica e organo trasportano l’ascoltatore in un decadente ma profondo viaggio tra visioni e allucinazioni di un tossicodipendente, davvero molto toccante!

Insomma, per ogni amante del southern e dell’hardrock, un disco vivamente consigliato!

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il debutto del 1990 dei The Black Crowes, 'Shake Your Money Maker', come un pilastro fondamentale per la sopravvivenza del Southern Rock. L'album è caratterizzato da un sound grezzo, diretto e influenzato dai grandi del rock classico. Brani come 'Hard To Handle' e 'She Talks To Angels' emergono come pezzi forti. Consigliato a chi ama il rock sudista e l'hard rock autentico.

Tracce testi video

01   Twice as Hard (04:09)

04   Could I've Been So Blind (03:44)

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08   She Talks to Angels (05:29)

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09   Struttin' Blues (04:09)

The Black Crowes

Gruppo rock di Atlanta (Georgia) guidato dai fratelli Chris e Rich Robinson, associato nelle recensioni a southern rock e rock blues con forti richiami ai ’70 (Rolling Stones, Faces, Led Zeppelin, Allman Brothers, Lynyrd Skynyrd).
17 Recensioni

Altre recensioni

Di  Karter4

 Shake Your Money Maker è uno di quegli album che riescono ad entrarmi anche nel cuore oltreché nel cervello.

 Questo album segna davvero la rinascita di un genere che sembrava morto e sepolto con la dipartita di Van Zant.


Di  claudio carpentieri

 Non parliamo assolutamente di semplici replicanti trascinati da un’incontenibile voglia di revival, qui la classe c’è tutta e la si percepisce ad orecchio nudo.

 Cinque freaks americani in grado di affacciarsi al mondo discografico con una release onesta e magari non perfetta, ma capace di omaggiare caldamente il passato dimostrando di essere figlia del suo tempo.


Di  LendryWhite

 “Shake Your Money Maker è uno di quegli album che sicuramente porterei su un’isola deserta e che non mi stancherei mai di ascoltare.”

 “In questa traccia tutti i componenti si amalgamano tra loro con una semplicità e sintonia disarmante, un po’ come accade per Stairway to Heaven.”