Copertina di The Boo Radleys Giant Steps
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Per appassionati di britpop, fan di musica psichedelica anni '90, ascoltatori di musica alternativa britannica
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LA RECENSIONE

Su Debaser sono praticamente misconosciuti i Boo Radleys, recensiti una sola volta! Devo ovviare… Principles, Grant Nicholas… non li conoscete?
beh… effettivamente non figurano tra i migliori gruppi britpop, sono eccessivamente psichedelici, ma nel 1995 riuscirono a piazzare il loro quarto album ,”Wake Up” alla numero 1 in UK, per poi incasellare un’accoppiata di album-flop e sparire definitivamente.

L’album che recensisco oggi è quello conosciuto dai più come il loro migliore: “Giant Steps”, qua misconosciuto, fece il boom nel 1993 in Inghilterra, osannato dalla critica (NME e Select lo inoronarono come album dell’anno) e apprezzato dal pubblico: era il periodo in cui il Britpop “veniva a galla” con gli album di Suede, Auteurs e Blur.

È molto particolare, ma fin troppo psichedelico: la qualità audio è piuttosto scarsina e spesso la voce è sopraffatta da suoni psichedelici e dagli strumenti.

Le tracce in pieno britpop style ci sono: basti sentire i singoli “(Barney)”, con un ritornello irresistibile e “Wish I Was Skinny”, con una ritmica alla Oasis. Singolo meno scontato è il primo, “Lazarus”, che inizia come un reggae-mariachi per continuare come un brano (ovviamente) psichedelico con voce vocoderizzata e fiati a go-go. “Leaves And Sand” è definibile come un brano shoegaze, ricco di feedback e calmo, sullo stile di brani come “Sing” dei Blur e quelli dei primi Verve. Particolare è la traccia d’apertura, “I Hang Suspended”, con soluzioni armoniche assai bizzarre. Brani come “Spun Around” e “Run My Way Runway” sono quelli che meglio riassumono ciò che ho scritto all’inizio: la voce, già filtrata, è affogata in un mare di feedback e suoni orchestrali nella prima e in rumori di treni che viaggiano nella seconda… belle, ma troppo cacofoniche. Orrenda traccia è invece “Rodney King”, inascoltabile, con un sintetizzatore che dà fastidio quanto le unghie sulla lavagna. Il fantasma dei Beatles di “Hey Jude” aleggia pesantemente sul brano “White Noise Revisited”, con strofe ultrapsichedeliche (ovvio, no?) e un ritornello ripetuto fino alla nausea. Bella la melodia, ma fin troppo ripetitiva (dal minuto 2’58 a 5’03’’ il gruppo canta incessantemente “ Hey, what’s that noise…. Do you remember?). Take The Time Around” mi sa di Beatles mischiati alla rabbia Grunge… è un brano piuttosto rumoroso.

L’album, come già detto, non è un capolavoro per cura del suono, ma adotta melodie e arrangiamenti più originali di quelli del classico britpop… quindi va premiato per la brillantezza compositiva.

Nota: tutte le tracce sono tra di loro unite da rumori, accordi nel pieno stile di album come “Dark Side Of The Moon” e “Sgt. Pepper’s…”… mai sentiti nominare?

Varrebbe di per sé quattro stelle, ma la qualità scarsa del suono va a incidere sul voto, che scende a tre… Grant. Principles… ascoltateli se non li conoscete… sono pur sempre artisti brit! Da affiancare per sonorità ai Verve più psichedelici, ai Beach Boys e ai Dinosaur JR.

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Riassunto del Bot

Giant Steps dei Boo Radleys è un album psichedelico che si distingue nel panorama britpop degli anni '90. L'album è lodato per le sue melodie e arrangiamenti originali, ma penalizzato da una produzione audio di bassa qualità che nasconde spesso la voce. Le tracce variano tra brani shoegaze, psichedelici e rock rumoroso, con alcune scelte azzardate e ripetitive. Nonostante ciò, resta un'opera interessante per chi cerca sonorità fuori dai canoni classici del britpop.

Tracce testi video

01   I Hang Suspended (03:57)

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02   Upon 9th and Fairchild (04:51)

03   Wish I Was Skinny (03:38)

04   Leaves and Sand (04:26)

05   Butterfly McQueen (03:29)

06   Rodney King (Song for Lenny Bruce) (02:46)

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07   Thinking of Ways (03:49)

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08   Barney (...and Me) (04:42)

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09   Spun Around (02:31)

10   If You Want It, Take It (02:47)

11   Best Lose the Fear (04:12)

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12   Take the Time Around (04:08)

15   Run My Way Runway (02:20)

16   I've Lost the Reason (05:17)

17   The White Noise Revisited (05:03)

The Boo Radleys

Gruppo inglese formatosi alla fine degli anni ’80 nell’area di Liverpool. Autori di un percorso che va dallo shoegaze al britpop, hanno raggiunto l’apice di critica con Giant Steps (1993) e di pubblico con Wake Up! (n.1 in UK nel 1995) trainato dal singolo Wake Up Boo!. Sciolti nel 1999, sono tornati in attività dal 2021.
04 Recensioni

Altre recensioni

Di  elroy

 "Dovrebbe essere un disco di Brit Pop, perché le diciassette tracce sono piene di melodie accattivanti, ma la lezione psichedelica è ben presente."

 "Quel disco in controtendenza, in Inghilterra 'ha fatto il botto' ed è stato addirittura eletto disco dell'anno dalla prestigiosa rivista New Musical Express."