Copertina di The Chariot Long Live
windmills

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Per appassionati di musica hardcore, fan del punk estremo, amanti di sonorità autentiche e senza compromessi, cultori del diy musicale
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LA RECENSIONE

Questo è un gruppo estremo in tutti i sensi. Non solo i The Chariot spendono il loro tempo in tour incessantemente, ma gestiscono la band in modo quasi totalmente D.I.Y. e rifiutano di aderire ai tristissimi canoni della "scena" che è purtroppo associata con loro, ovvero l'hardcore moderno, che a mio avviso è più fumo che arrosto.

Questa band è completamente diverse da molte altre, specialmente guardando nei dettagli sotto l'armatura.  
"Long Live" continua brillantemente il discorso del precedente "Wars and Rumors Of Wars", portando il tutto a un livello ancora più personale.

Registrato quasi totalmente in presa diretta, questo disco è violenza pura. Non quella violenza fabbricata in studio, ma onesto, puro istinto che traspare dalle canzoni: Riff monotoni e martellanti, feedback che graffiano i timpani, cambi di tempo e stacchi così "umani" che una quantizzazione metronomica non riuscirebbe mai a creare.

I The Chariot suonano musica durissima e senza compromessi, che ha, per me, molto più in comune con bands come Black Flag, Minor Threat o simili glorie della prima ondata hardcore 80s che non con bands pomatissime quali Underoath o Norma Jean (che Josh Scogin, frontman dei The Chariot a prontamente abbandonato per questo progetto molto più genuino).

Il genere è quello che è e i The Chariot sicuramente non hanno inventato l'acqua calda, ma ascoltando "Long Live" non posso fare a meno di pensare che i musicisti della band abbiano vedute e gusti piuttosto eclettici. I miei "sospetti" vengono confermati da questo disco, specialmente nella brillante traccia "David De La Hoz", brillante collaborazione tra la band e lo stranissimo artista Listener,

Vale assolutamente la pena di vedere questo video, che dimostra il geniale processo di registrazione del brano sopra citato e che in qualche modo riassume lo spirito del gruppo.

Li ho visti in concerto ed è stato uno degli eventi più violenti della mia vita. Mi ritengo fortunato ad essere tornato a casa solo con qualche graffio e qualche livido!

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Riassunto del Bot

I The Chariot proseguono con Long Live un percorso hardcore intenso e genuino. L'album si distingue per la registrazione in presa diretta e lo spirito DIY della band. Fortemente influenzati dall'hardcore anni '80, mantengono freschezza e originalità. La recensione sottolinea la forza live travolgente e la vera passione dietro un sound volutamente violento e autentico.

Tracce

01   Evan Perks (01:38)

02   The Audience (02:17)

03   Calvin Makenzie (02:16)

04   The City (03:59)

05   Andy Sundwall (02:55)

06   The Earth (02:48)

07   David De La Hoz (04:17)

08   The Heavens (02:14)

09   Robert Rios (02:33)

10   The King (05:50)

The Chariot

Band americana guidata da Josh Scogin (ex Norma Jean), nota per un mathcore abrasivo, registrazioni spesso in presa diretta, forte etica DIY e live intensi.
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