Un carriera come quella dei Chemical Brothers parla da sola.
Alfieri di una "corrente" sparito dentro ad un buco nero in pochi anni, il Big Beat tanto decantato nei novanta post-Madchester, sono riusciti a rimanere a galla anche nei nostri anni duemila grazie ad un ormai fedele seguito di fans, ma soprattutto in virtù di live set irresistibilmente danzerecci e decisamente devastanti.
"Push The Button", uscito nel 2005, si è lasciato dietro la solita scia di successo commerciale, ma pure altrettante perplessità nei confronti di un'offerta musicale che sembra, nel migliore dei casi, discretamente costruita ma statica e piuttosto freddina. Inutile cercare nuove perle quali "Surrender" o "Dig Your Own Hole", sarebbe ingiusto, in fondo si parla di un duo dalla carriera ultra-decennale. E, per conferma, i "fratellini chimici", a dodici anni da "Exit Planet Dust" danno alle stampe questo "We Are The Night" (titolo invero pacchiano, c'è da dirlo), che nulla toglie e nulla aggiunge alla produzione post-Surrender di Tom Rowlands e Ed Simons.
Il singolo che si è accollato la responsabilità di presentare il lavoro è l'inflazionata "Do It Again", uno dei sei featuring del disco (con Ali Love, che darà alle stampe il suo debut album in novembre); il ritmo è semplice e ripetitivo, come spesso capita nella produzione del duo britannico, ed il pezzo si rivela un buon brano da dancefloor, che scende sempre più nello "street" man mano che lo si ascolta (raccomandata la versione album, non certo quella accorciata che passa in radio). Seconda hit estratta dal nuovo full lenght è la divertente "The Salmon Dance" (altra collaborazione, stavolta con Fatlip, artista hip-hop losangelino); se il videoclip in stile "Alla Ricerca Di Nemo" è notevolmente carino, la canzone è una sorta di semplice filastrocca, gradevole e niente più. Il featuring più atteso era sicuramente quello con i nu-ravers Klaxons, cioè "All Rights Reversed", che si rivela un comunque discreto pezzo giocato sull'intreccio fra i cori e le parti cantate, il tutto posato sul solito tappeto ritmato e danzereccio.
La titletrack, posta subito dopo la funerea intro "No Path To Follow", richiama alla mente la "Believe" di "Push The Botton", infarcendola di effettini "da videogame" ed aggiungendovi un sample dalla vecchia "The Sunshine Underground". Buona anche la martellante "Saturate", posta a metà fra una batteria frenetica e smaccatamente "rock" (mi si conceda la banalità) e una tempesta di ipnotici beat elettronici. Male "Das Spiegel", fredda e monotona, come arrotolata su sé stessa. Non mancano un bel paio di complessi frappé di elettronica ("A Modern Midnight Conversation" e, soprattutto, "Burst Generator") e l'electro-pop ipnotico e minimale di "Battle Scars" (con il giovanissimo - ventidue anni - cantautore statunitense Willy Mason). La chiusura, dopo una perfettamente inutile "Harpoons", è affidata ad un gioiellino quale "The Pills Won't Help You Now" che, partendo da atmosfere meste e soffuse, accelera verso un finale dai suoni orchestrali ed elettronici (in "coabitazione" con i Midlake, progressive band texana).
Chiedere rivoluzioni ai Bros. targati duemila è francamente alquanto arduo; si notano comunque miglioramenti rispetto al fiacco predecessore, più che altro riscontrabili nella resa sonora (molto meno "monocromatica") piuttosto che nella qualità dei singoli pezzi (a parte sporadiche eccezioni), rimasta alquanto ancorata su una stiracchiata sufficienza.
All'ascoltatore giudicare se al "duo chimico" conviene continuare su questa scia, o calare il sipario dopo questo (dignitoso e niente più) nuovo album.
"Il passo falso col noioso 'Push The Button' rimane solo un brutto ricordo di fronte a questo nuovo lavoro."
"'Do It Again' è probabilmente uno dei pezzi più intrippanti prodotti dai Nostri dai tempi di 'Come With Us'."
Le aspettative. Sono sempre le aspettative quelle che ti fottono!
Un album ripeto, molto bello ma che a me non piace.
"'We Are The Night' è l'album peggiore dei Chemical."
"Da quanto avete letto, la sensazione è la delusione: difficilmente torneranno le sonorità con la carica di un tempo."