LA RECENSIONE

I Cosmic Dead, ovvero ciò che si celava dietro tante splendide copertine e che mi ha sempre tanto sfiancato, a parte un’immenso disco.

Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs, (mischia), sgispiispggpiigpispgspisggsp, (mischia), pppppppiiiiiiiigggggggsssssss, singolarità stoner-sludge a cui mi sono da un po’ affezionato, una sorta di regola che conferma l’eccezione.

In altre parole, quaranta minuti di split su due brani, uno a testa (semi) ovviamente, dove il qui presente è stato catturato - quasi - solo nei venti minuti dei maiali; e che venti minuti, poco minuti e tanto intensi, di voce rauca che mastica fango sopra una specie di punk psichedelico, a cui bastano appena seicento secondi di salti per mutare in space rock da corsa blanda con meta indefinita; il brano incalza, si scalza e si scioglie per prendere vita nei momenti più fluidi.

E di nuovo, peccato con 'sti Cosmic Dead, li ho sempre trovati un pochetto logorroici, eppure avrebbero tutte le carte in regola per farsi adorar, forse un giorno mi piaceranno; chissà, magari mentre calerà un po’ di futuro con la veneranda età.

Boh

Per il resto l'artwork aiuta, non si capisce dove stia la faccia o dove guardi, ma posso dire che i pigs rappresentano un bel lato b, quindi altro consiglio facile.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza lo split 12" tra The Cosmic Dead e Pigs Pigs Pigs, offrendo quaranta minuti di stoner, sludge e space rock. L'autore mostra affetto per Pigs Pigs Pigs e critica la prolissità di The Cosmic Dead, pur riconoscendone il potenziale. L'album è descritto come intenso e originale, con atmosfere psichedeliche e voce rauca.

The Cosmic Dead, Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs


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