Copertina di The Cult Beyond Good and Evil
Breus

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Per appassionati di rock classico, fan dei the cult, amanti delle chitarre potenti e del sound anni '70
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LA RECENSIONE

Dopo una fase di alterne fortune e di instabilità strutturale, ma memori di un passato glorioso culminato a metà anni '80 con una tripletta di album assai tosti, i Cult di Ian Astbury e Billy Duffy con l'inizio del nuovo millennio tornarono alla carica. E lo fecero con un lavoro tra i più robusti e determinati della loro carriera: "Beyond Good And Evil".

Due sono gli elementi che balzano immediatamente all'orecchio nel primo approccio con il disco: il massiccio potenziamento del suono delle chitarre e la definitiva rilettura dello stile di impronta Zeppelin portato al suo massimo splendore.

Che i Cult avessero sempre teso lo sguardo a Jimmy Page non è un mistero e benchè in opere come "Love" le venature dark e i riferimenti culturali mistico-epici avessero personalizzato maggiormente il sound (anche grazie al gusto dominante dell'epoca), la scelta compositiva dei riff e l'impostazione canora di Duffy e Astbury si è sempre rifatta con evidenza al rock distorto degli anni '70. In "Beyond Good And Evil" questa scelta non lascia più ombre di dubbio e celebra con magniloquenza e ferocia antemica una serie di impressioni dure a morire nel cuore dei rockettari.

Ciò che in tempi recenti (soprattutto dalla metà dei '90 in poi) altri musicisti mondiali come Aerosmith o Bon Jovi hanno portato ad un azzeramento popolare di facile presa, dove la melodia e un'iconografia quasi addomesticata la fanno da padrone, i Cult hanno invece amplificato in direzione opposta, con un suono di potenza e saturazione inaudite e uno spessore lirico che se a tratti scivola nel clichè ("The power" ad esempio), altrove catapulta in una dimensione per nulla solare ("American Gothic", "Speed Of Light"). Senza allontanarsi da quelli che furono i cavalli di battaglia di vent'anni prima, Astbury e soci rimettono in gioco tutta la loro esperienza e si affidano ad una produzione che non ama le mezze misure. Qualche finezza strumentale qua e là, qualche ammiccamento al grunge meno vulgato, ma soprattutto tanta anima rock che vuole trafiggere i timpani con distorsioni da stordimento e ritornelli graffianti. Dalla splendida martellante "The Saints", passando per la killingjokiana "Rise" e la struggente "Nico", fino alle oscure trame di "American Gothic" e "Ashes And Ghosts", i nuovi Cult giocano tutte le loro carte e creano qualcosa che se da un lato ha quasi dell'anacronistico, dall'altro ti sbatte in faccia una verità mai realmente confutata (il rock NON è morto) e dimostra che con una formula classica si può ancora dare un brivido.

Spesso ci si chiede perchè una band che ha già conosciuto il suo picco di fama e stile debba riprendere il discorso a distanza di anni, rischiando delusioni se non fallimenti. Nel caso dei Cult credo che il ritorno di fiamma non sia stato illusorio e che questo album rappresenti un bel capitolo della loro storia; un capitolo che non brilla per originalità musicale in senso stretto, ma che coinvolge con ritmi travolgenti e una compattezza straordinaria. Sottolineo ancora il suono devastante delle chitarre, al cui confronto sembrano mandolini quelle di Guns 'n' Roses e Nirvana.

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Riassunto del Bot

Beyond Good and Evil segna il ritorno potente dei The Cult, riaffermando la loro passione per il rock distorto anni '70 con un suono robusto e chitarre devastanti. L'album unisce tradizione e anima hard rock, offrendo ritmi travolgenti e atmosfere intense. Anche se non originale, mantiene alta la compattezza e la qualità. Un lavoro che risponde al dubbio sul valore dei ritorni di band affermate, confermando la vitalità della scena rock.

Tracce testi

The Cult

The Cult sono una band rock britannica guidata da Ian Astbury (voce) e Billy Duffy (chitarra). Dagli esordi post‑punk/gothic con Dreamtime e Love passano all’hard rock di Electric e al successo di Sonic Temple, mantenendo nel tempo un’identità fatta di riff solidi e iconografia nativo‑americana. Hanno pubblicato anche Beyond Good and Evil, Born Into This, Choice of Weapon e Hidden City.
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