Copertina di The Cure 4:13 Dream
H. Dragica

• Voto:

Per fan di the cure, appassionati di rock alternativo, ascoltatori di musica gotica e cultori della carriera di robert smith
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LA RECENSIONE

"4:13 Dream", trentesimo album in studio dei Cure.

Inizio col dire che non sarò tanto obiettivo nel recensire questo disco, è da quando ho 14 anni che i Cure sono una delle mie band preferite e ora ne ho 30, fatevi un pò il conto di quanto tempo è che li seguo. Loro li ascolto sempre con piacere, ma da Wild Mood Swings non mi danno più lo stesso brivido, devo dire però che con "Underneath the Stars", la prima traccia, il disco inizia veramente bene, forse non aggiunge molto a quanto detto finora dalla band di Robert Smith ma questo pezzo si fa apprezzare.

Dal secondo pezzo in poi fino a "Sleep When I'm Dead" tutto rimane abbastanza piatto, sono solo gli utlimi Cure che abbiamo visto su Mtv, niente di che quindi, si riprendono verso la fine quindi con gli ultimi tre pezzi, ma ormai è troppo tardi.

Dovrebbero reiniziare ad osare.

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Riassunto del Bot

4:13 Dream è il trentesimo album dei The Cure, accolto con affetto da un fan di lunga data. L'inizio, con 'Underneath the Stars', è promettente, ma la maggior parte dei brani risulta piuttosto piatta e poco innovativa. Solo gli ultimi pezzi ravvivano l'ascolto, sebbene troppo tardi per salvare completamente il disco. La recensione invoca un ritorno a sperimentazioni più audaci da parte della band.

Tracce video

01   Underneath the Stars (06:17)

02   The Only One (03:57)

03   The Reasons Why (04:35)

04   Freakshow (02:30)

05   Sirensong (02:22)

06   The Real Snow White (04:43)

07   The Hungry Ghost (04:29)

08   Switch (03:44)

09   The Perfect Boy (03:21)

10   This. Here and Now. With You (04:06)

11   Sleep When I'm Dead (03:51)

12   The Scream (04:36)

13   It's Over (04:16)

The Cure

The Cure sono un gruppo musicale britannico formatosi nel 1978 e guidato da Robert Smith. Hanno influenzato profondamente la darkwave e la cultura alternativa con la loro capacità di passare dall’angoscia pura al pop più contagioso.
89 Recensioni

Altre recensioni

Di  John Smith

 Chi temeva una ciofeca al pari dell’omonimo del 2004, dovrà ricredersi.

 The Hungry Ghost, con un grande lavoro chitarristico e una melodia epica e sognante, probabilmente il miglior brano dell’album.


Di  Imaginaryboy

 Questo ultimo lavoro è un degno capitolo di una discografia lunga 31 anni che vuol andare avanti ancora.

 4:13 Dream, con il ritorno in splendida forma delle chitarre di Porl Thompson, è un buonissimo disco, non un concept album, tuttavia ha dalla sua un sound molto ben confezionato e suonato.


Di  terzaposizione

 Il tempo è galantuomo... e ci dirà se questo disco resterà in qualche annale oppure semplicemente nel tuo scaffale...

 Un’opera assolutamente da comprare se sei un Fan, da non comprare se non lo sei, da ascoltare con cautela se lo stai diventando.