Copertina di The Cure Japanese Whispers
the clash

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Per appassionati di musica alternative anni '80, fan di the cure, cultori di post-punk e dark wave, ascoltatori di pop intelligenti
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LA RECENSIONE

Robert Smith, nel corso degli anni ha letto la propria mente, soffrendo, rischiando il suicidio ma sempre chiarendo la sua condizione. Chiarire dopo uno sfogo, ecco il potere della scrittura.

C’è chi lo definisce un filosofo, chi un poeta della tristezza.. fatto sta che sarebbe sbagliato non tenere conto dell’importanza di questo strano personaggio, così reale con i sui dubbi e i suoi malesseri e così trascendente nel modo in cui li racconta immerso nella fantasia, quella che hanno i bambini o i grandi geni.

Dopo essere stato in bilico tra il post-punk, il dark, la new wave, inizia a intravedersi l’orizzonte del pop intelligente, quello mai banale, mescolato con le solite tinte dark. La musica dei Cure diventa un tantino più orecchiabile ma non di conseguenza commerciale e di scarso valore. La cosiddetta svolta avviene con questo EP, che vede nelle musiche, molto meno tristi degli album precedenti, l’utilizzo di tastiere e ritmi molto accattivanti (certe volte quasi dance), testi sbarazzini e scherzosi ma pur sempre con quel retrogusto sognante e misterioso che ci lascia riflettere.

“The walk”, “Let’s go to bed” sono brani ritmati, surreali, sul tema amoroso. Nel caso di “Just one kiss” (un racconto evocativo), “The upstairs room” e “La ment” (un gioco di parole?), si ritorna alle atmosfere cupe e rarefatte degli album precedenti.
Il brano migliore si trova alla fine: “The Lovecats”, i Cure a ritmo di swing, Robert Smith miagola fra i versi di questo classico, molto divertente sui “gatti dell’amore”. Questo “Japanese Whispers” è un modo per comprendere l’evoluzione, per altri involuzione, della Band di Robert Smith.

Non siamo ancor ai livelli dei capolavori del futuro (“The top”, “The head on the door”, “Kiss me Kiss me Kiss me”) ma rimane una buona prova che sottolinea dei cambiamenti in atto, un po’ acerba soprattutto nelle musiche.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia la trasformazione di The Cure con l'EP Japanese Whispers, che unisce atmosfere dark a ritmi più pop e accattivanti. Robert Smith emerge come una figura autentica e profonda che esprime i suoi tormenti con fantasia. Pur non essendo un capolavoro assoluto, l'EP rappresenta un passaggio importante nella carriera della band con brani memorabili come "The Lovecats".

Tracce testi video

02   The Dream (03:12)

03   Just One Kiss (04:09)

04   The Upstairs Room (03:30)

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06   Speak My Language (02:40)

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07   Lament (04:20)

The Cure

The Cure sono un gruppo musicale britannico formatosi nel 1978 e guidato da Robert Smith. Hanno influenzato profondamente la darkwave e la cultura alternativa con la loro capacità di passare dall’angoscia pura al pop più contagioso.
89 Recensioni

Altre recensioni

Di  vikcrow

 "Questo Singolo è un piccolo tesoro, da conservare con cura."

 "Con 'Lament' esplodo in un pianto disperato. Sublime. Sconvolgente."


Di  Algeone

 Dall’essenza delle canzoni che finirono poi pubblicate su Japanese, maturarono infatti la rifondazione del gruppo e i due significativi dischi della metà degli anni ’80.

 Laddove brani come Lovecats, Upstairs Room e The Walk mostrano un approccio più disinvolto, disilluso e spesso scanzonato con le emozioni della vita.