Copertina di The Decemberists The King Is Dead
Emi

• Voto:

Per appassionati di folk, musicisti, fan di musica indie e alternative rock, amanti di artisti come bruce springsteen e neil young
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LA RECENSIONE

I Decemberists si spogliano.

Giunti al loro sesto album in studio, provati da una serie di uscite forse troppo arzigogolate e reduci dal fallimentare (per chi scrive) "The Hazards Of Love", complicata opera che troppo subiva le reminescenze del Progressive britannico, i nostri si recano in una fattoria nell'Oregon e compongono un disco veramente Americano.

Il gruppo si tuffa in un Folk per nulla pretenzioso ma ricco di sfumature, pescando a piene mani da autori quali Bruce Springsteen e Neil Young, influenze che si possono perfettamente notare nel primo singolo "Down by The Water", senza dimenticarsi delle proprie origini. Sorge infatti spontaneo il paragone con "Castaways And Cutouts", del quale possiamo considerare questo album il più accessibile (e forse più maturo) successore.

Respiriamo per quaranta minuti un'atmosfera di armoniche a bocca, chitarra acustica e steel guitar, che si amalgamano a formare qualcosa di simile ai Bright Eyes di "I'm Wide Awake", per un album che rappresenta la fase meno complessa e più immediata dei Decemberists, che si rivelano capaci di reinventarsi piuttosto bene.

Non imperdibile, ma molto piacevole

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Riassunto del Bot

I Decemberists si rinnovano con il loro sesto album "The King Is Dead", abbandonando l'eccessiva complessità del precedente lavoro per un folk americano più accessibile e maturo. Le influenze di Bruce Springsteen e Neil Young si sentono fortemente, unendo armoniche, chitarre acustiche e steel guitar in un album piacevole e immediato. Pur non essendo un lavoro imperdibile, è un riuscito esperimento di reinventarsi musicalmente.

Tracce video

01   Don't Carry It All (04:17)

02   Calamity Song (03:49)

03   Rise to Me (04:59)

04   Rox in the Box (03:09)

05   January Hymn (03:13)

06   Down by the Water (03:41)

07   All Arise! (03:09)

08   June Hymn (03:57)

09   This Is Why We Fight (05:30)

10   Dear Avery (04:51)

The Decemberists

Band indie rock/folk di Portland guidata da Colin Meloy, nota per lo storytelling letterario, l’uso di strumenti tradizionali e occasionali slanci prog. Ha pubblicato per Capitol Records con The Crane Wife e ha esplorato la forma rock‑opera in The Hazards of Love, tornando poi a un’impronta Americana con The King Is Dead.
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