Copertina di The Fiery Furnaces Widow City
Blackdog

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, fan dell'indie rock sperimentale, ascoltatori creativi e curiosi di nuovi orizzonti musicali
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Voglio raccontarvi una storia, un breve ricordo d'infanzia che aiuti a illustrare il cazzeggio-sonoro multistrato del signor Matthew Friedberger. Credo fosse il 1984, e un pomeriggio mi ritrovai perso dentro il televisore 21 pollici, a inseguire le gesta borderline di un salmone. Pin il salmone era, infatti, il protagonista assoluto di un vecchio documentario trasmesso sulla tv locale. Questo scavezzacollo delle acque aveva lo sguardo irrisolto di Angelino Alfano, e una vita peggio complicata del lodo-immunitario per le alte cariche istituzionali. Tempra d'acciaio e sangue freddo nel risalire torrenti e asprezze del fiume, tra mille imprevisti, ne facevano un fuoriclasse degno di figurare nella specialità alle Olimpiadi losangeline. Prima di finire a tavola, naturalmente, con sale grosso, zucchero, limone e olio d'oliva. Pin tagliava idrogeno e ossigeno come un coltello il prosciutto di Parma, spingeva, tostissimo proseguiva e dribblava beato ami da pesca e rocce calcaree. Anche il newyorkese Matt, mente del duo fratello\sorella Fiery Furnaces, ha spirito avventuroso pari a Pin. Ed è capace di sputacchiare regole pre-costituite (musicali) meglio di Alfano e friends...

Non è così difficile perdersi nella "città vedova" dei Fiery Furnaces, tra vicoli antichi e nuovi edifici audio. Bastano i sette minuti dell'opener The Philadelphia Grand Jury: martello sincopato della batteria, chitarre Eagles periodo Hotel California, melodia Beatles che flirta con i graffiti hip-hop nella New York Ottanta di Keith Haring, e antenna sinfonica spostata a Oriente. Le sedici tracce di Widow City potrebbero rivelarsi un'esperienza spiazzante e incerta per delicati padiglioni auricolari, quasi quanto un film di Rocco che tocca nel profondo il nostro occhio appassionato. Nel singolo Ex-guru, fratello Matt e sorella Eleanor Friedberger miscelano Beck che suona con i Roxy Music una cover dei Jacksons di Destiny. Incluse le orchestrazioni di Van Dyke Parks, e le rullate spacca-ciervella di Bonzo. E tutto in 2' 42"..Sarà anche vedova la città dei Fiery Furnaces, ma dubito rifiuti la promiscuità.

Le tastiere liquide e l'arpa dello zucchero filato di My Egyptian Grammar nutrono il Pop da romantici Kinks (in vestiti electro). Clear Signal From Cairo ha un incipit heavy, artiglieria pesante di tamburi e amplificatori valvolari, e muta nel persuasivo refrain-filastrocca di Eleanor tra variazioni avantgarde, delirio percussivo e cantilene nevrotiche, per poi finire in gloria nel fugace assalto finale di guitars al galoppo. The Old Hag Is Sleeping è collage che copia-incolla Residents mentre accompagnano a scuola il funk/synthetico del Prince di 1999, tra beats rasposi e chitarre effettate; mentre il canto da ?femme fatale' di sorellina Friedberger continua a ?recitare', e varia registro come nel più subdolo dei noir. Jimmy Page fracassa costole nel cabaret pastorale, tra Mary Poppins e Bowie, di Navy Nurse. La malinconia restauratrice di Restorative Beer muove nella palude innocenti riff e rimpianto barocco. Uncle Charlie è un hard/blues psicotico al fulmicotone, che potrebbe generare una giustificata invidia in Jack White delle cosiddette Strisce Bianche..Wicker Whatnots, infine: sorta di Frankenstein che perde i pezzi sulla via di casa, col papà demiurgo che aspetta ansioso nel Castello Cattivissimo di Rignano. Strumenti che si auto-alimentano nel chaos (dis)organizzato di una Babele musicale onnivora e carnivora, l'opera-rock che trova il proprio baricentro quando, paradosso, è costruita su frammenti sonori disomogenei e speculari.

Un album di Matt & Eleanor è perciò più confortevole dell'ultimo Sanremo canonizzato da Pippo, più torci-budella (nel senso che le strappa sul palco da conigli o galline) di Richie Benson in concerto, ma meno abbordabile del trans Andreia a Rio ( a patto che non usiate la lozione per la ricrescita dei capelli di Ronaldo). Ora scusate, dovrei portare un pò fuori a spasso il mio bobtail King Kerry.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra Widow City dei Fiery Furnaces come un album audace e stratificato, frutto dell'estro di Matthew ed Eleanor Friedberger. Le sedici tracce offrono un mix eclettico di generi e influenze, capaci di sorprendere e confondere contemporaneamente. L'autore evidenzia l'abilità del duo nel rompere schemi musicali tradizionali con invenzioni sonore che affascinano gli appassionati di musica alternativa. Widow City risulta meno immediato ma molto gratificante per chi ama le sfide sonore.

Tracce testi video

01   The Philadelphia Grand Jury (07:18)

02   Duplexes of the Dead (02:39)

03   Automatic Husband (02:08)

Leggi il testo

05   Clear Signal From Cairo (06:10)

06   My Egyptian Grammar (03:21)

07   The Old Hag Is Sleeping (02:54)

08   Japanese Slippers (02:57)

Leggi il testo

09   Navy Nurse (06:28)

10   Uncle Charlie (02:16)

11   Right by Conquest (03:36)

12   Restorative Beer (02:37)

14   Cabaret of the Seven Devils (02:44)

15   Pricked in the Heart (02:15)

16   Widow City (04:35)

17   Barnabus and Paul (02:43)

The Fiery Furnaces

The Fiery Furnaces sono un duo indie/art rock statunitense formato dai fratelli Eleanor e Matthew Friedberger, originari di Oak Park (Chicago) e attivi dal 2000. Noti per album concettuali e strutture frammentate, hanno pubblicato numerosi lavori (spesso su Rough Trade), tra cui Blueberry Boat, Rehearsing My Choir, Bitter Tea e Widow City.
05 Recensioni