Copertina di The Flaming Lips Yoshimi Battles The Pink Robots
barrylindon

• Voto:

Per amanti della musica indie e psichedelica, appassionati di esperienze musicali emozionali e profonde, fan di the flaming lips e wayne coyne.
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LA RECENSIONE

Si è sempre un po' in ansia quando si compra, si scarica, e quindi ci si accinge ad ascoltare un disco per la prima volta. Molti di noi sperano di trovare il disco della loro vita, proprio come si fa quando si sta per andare ad un primo appuntamento. C'è la curiosità. C'è voglia di giocare. C'è la voglia di illudersi. C'è soprattutto la speranza di trovare quello che non si sa nemmeno di cercare: la donna della tua vita, l'uomo della tua vita, il disco della tua vita. Riuscire a raggiungere quella cosa e poi smettere di cercare, perchè ti basterà quello e solo quello.

Quindi arriva il momento: ci si trova di fronte a quella situazione, quella sensazione che avevamo immaginato, desiderato. Cominci a stare attento, ti concentri, cerchi di capire. Ascolti. Ti piace. Da lì in poi cominici a consumarlo, come sei abituato, vai fino in fondo e bevi tutto quel piacere che quella cosa ti da. E speri, mentre bevi, che quella cosa non finisca. Non finisca mai, che rimanga sempe bella, come la prima volta, che ti faccia sempre tremare. Quella emozione profonda come il bene profondo che vuoi ad un oggetto, ad una persona, associarla sempre alle cose belle. Forse anche alle cose brutte che però ti fanno sentire vivo e ti danno la possibiltà di guardare te stesso dall'alto come affacciati alla finestra di casa e vedere se stessi passare nella strada di sotto.

Scusate il giro un pò lungo, ma ci sono dischi , come questo, che coinvolgono il recensore in modo totale. Certi dischi che, aiutati da varie situazioni che capitano nella vita, avvolgono, sfiorano l' anima, ti attraversano. Segnandoti.

Quando non riesci a spiegare tecnicamente perchè il piano "Up above The Daily Hum" ti porta dove decide lui.

Quando non riesci a spiegare tecnicamente perchè la chitarra e gli applausi campionati di "In the Morning Magician" li senti così dentro che quasi ti spaventi

Quando non riesci a spiegare tecnicamente perchè "It's summertime" ti fa percepire l'odore forte della sabbia in una spiaggia bagnata dalla pioggia di agosto

Quando non riesci a spiegare tecnicamente perchè la voce di Wayne Coyne sembra quella del tuo zio preferito, di un genitore lontano, di un amico vicino.

Quando non riesci a spiegare tecnicamente perchè il testo di "Do you realize" fa cosi:

Do You Realize - that you have the most beautiful face
Do You Realize - we're floating in space -
Do You Realize - that happiness makes you cry
Do You Realize - that everyone you know someday will die

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Riassunto del Bot

La recensione celebra The Flaming Lips e il loro album Yoshimi Battles The Pink Robots come un'esperienza musicale intensa e profondamente coinvolgente, capace di toccare l'anima. L'autore sottolinea l'aspetto emotivo dell'ascolto, la magia di alcune tracce e la voce unica di Wayne Coyne. Un disco che non si limita a piacere ma segna chi lo ascolta.

Tracce testi video

01   Do You Realize?? (03:36)

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02   Are You a Hypnotist?? (04:47)

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03   Yoshimi vs. The Pink Robots, Part 1 (04:38)

04   Yoshimi vs. The Pink Robots, Part 2 (02:13)

05   Funeral in My Head (06:34)

06   Up Above the Daily Hum (04:12)

07   Fight Test (Yoshimi vs. The Pink Robots, Part 3) (04:18)

08   Sympathy 3000-21 (00:35)

09   One More Robot (03:35)

10   Ego Tripping at the Gates of Hell (04:39)

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11   In the Morning of the Magicians (06:20)

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13   All We Have Is Now (03:55)

14   Approaching Pavonis Mons by Balloon (Utopia Planita) (03:12)

The Flaming Lips

The Flaming Lips sono una band alternativa statunitense, celebre per il loro approccio psichedelico ed eccentrico, performance pirotecniche, palloni giganti e la voce unica di Wayne Coyne. Attivi fin dal 1983 e provenienti da Oklahoma City, hanno segnato la scena alternativa mondiale con dischi pionieristici e spettacoli live sui generis.
33 Recensioni

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Di  zaireeka

 Eccola la malinconia dei robot rosa, tutto perché non riusciamo a renderci conto che esiste solo il presente.

 Forse sarà stata solo la mia immaginazione, comunque domani mi aspetta un’altra giornata di duro lavoro.