In seguito all'amara separazione dai Byrds nel 1968, anno della pubblicazione dello storico "Sweetheart of The Rodeo" considerato una delle prime pietre del country rock, Gram Parsons e Chris Hillman fondano assieme al grande esperto di pedal steel "Sneaky" Pete Kleinow e al bassista Chris Ethridge i Flying Burrito Brothers. La perfetta collaborazione musicale tra l'esperto ex bassista dei Byrds e futuro compagno di Stephen Stills nei Manassas e il talento visionario di Parsons, genera un perfetto esempio di country rock che negli anni a venire vanterà centinaia di tentativi di imitazione.
Se nei Byrds Roger McGuinn ad un certo punto della carriera della sua band la butta in moda parlando di "Raga Rock", Gram Parsons diventa, alla fine dei Sessanta, il pioniere e il portavoce della "Cosmic American Music" che, nelle intenzioni dell'artista, avrebbe dovuto essere un connubbio perfetto tra country, soul e rock. La musica contenuta in questo disco non aveva bisogno dell'immagine di copertina, sulla quale la band vestiva abiti sgargianti con tanto di disegni di piante di cannabis, per essere notata.
L'iniziale "Christine's Tune", la dolce "Sin City", la storia di "Juanita", la polemica "My Uncle" e la classica "Wheels" sono considerati classici del country rock assieme alle due "Hot Burrito". Brani immortali che testimoniano la grande capacità di Gram Parsons nel creare melodie ispirate e indimenticabili. Accanto a queste perle vanno segnalate le splendide versioni di "Dark End Of The Street" e di "Do Right Woman", due classici soul di Dan Penn. La voce personale, malinconica e dolce di Parsons rimane sempre sugli scudi nel descrivere gioie e dolori dell'amore mentre Hillman, dalla sua, pensava a fornire solide armonie vocali. Chiaramente con un personaggio così carismatico come Gram Parsons le possibilità di lunga durata della band erano ridotte al minimo.
Dopo questo disco i Flying Burrito Brothers subirono vari cambiamenti di organico e il seguente "Burrito Deluxe" nonostante il buon tiro rock, rappresenterà una parziale delusione nonostante la presenza di una notevole cover di "Wild Horses" dei Rolling Stones. "The Gilded Palace of Sin" rimane una pietra d'angolo della musica americana legata alle radici, grazie soprattutto alle notevoli innovazioni stilistiche di Gram Parsons del tutto inusuali rispetto agli stereotipi nashvilliani. Egli riuscì a colmare il vasto abisso che alla fine dei Sessanta esisteva tra gli appassionati del rock e del country. Anche per questo motivo non smetteremo mai di ringraziarlo.