Copertina di The Harpeth Trace On Disappearing
GIANLUIGI67

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Per appassionati di psycho folk, musica psichedelica, dream pop e produzioni curate, amanti di atmosfere oniriche e malinconiche.
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LA RECENSIONE

Una dolce ossessione.

"On Disappearing",biglietto per un onirico viaggio psycho folk.

 Malinconia , riverberi, tremoli, silenzi, musica "sulla scomparsa".

Una riverberata chitarra, accennati feedback, sognante voce sorretta da flebile tastiera riporta alla mente lontani ricordi di bucolici Pink Floyd in "Summer Two Weeks" e "Better Mr. Green"

I Galaxie 500 intorno a un falò nel deserto Mojave in "Who Knows Where You Are". Lunghe ombre e frasi sussurrate

Neil Young in fase R.E.M. . Inafferrabili sagome di sogni dimenticati al risveglio.

Musica sospesa in un limbo temporale, psycho dream pop fine 60th e inizio 2000, dal vago sapore di spezie care a Anton Newcombe.

Grande merito al produttore Raymond Richard, abile conoscitore della materia con i Brian Jonestown Massacre, che è riuscito a mettere a fuoco delle altrimenti sgranate immagini , contribuendo a creare grandi suggestioni psichedeliche.

Una dolce ossessione .

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Riassunto del Bot

On Disappearing di The Harpeth Trace è un album che conduce l'ascoltatore in un viaggio onirico attraverso il psycho folk. Le atmosfere malinconiche e riverberate, unite alla produzione curata di Raymond Richard, evocano rimandi a Pink Floyd, Galaxie 500 e Neil Young. La musica sospesa e sognante lascia impressa una dolce ossessione di suggestioni psichedeliche e dream pop.

The Harpeth Trace


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