LA RECENSIONE

Se sei prodotto dalla In The Red la probabilità che tu sia un Homo Neanderthalesis è forte.

Gli Hunches non fanno eccezione, partiti dall'Oregon armati di clave elettriche con meta Los Angeles arrivano come un'orda barbara a seminare primordialità in quei della California.

Yes. No. Shut It è il loro rumorosissimo esordio condito di casse che friggono, fuzz a manetta e chitarrismi noise che definire primordiali sarebbe un complimento.

Garage-Country-Cow Punk da battaglia, ruspante e strafottente rendono questo Deja Vu qualcosa di estremamente piacevole nonostante la totale mancanza di vera originalità.

Le amenità proposte viaggiano su solchi ben noti agli amanti del genere, “Murdering Train Track Blues” corre sgangherato sui binari che Cramps, Gun Club e Pussy Galore hanno posato per i posteri; ancora Jon Spencer e soci in “10000 Miles” un Noise Blues sputato con la grazia di perfetti “gnuranti” del Mid West.

“Explosion” è un botto!

Fate conto che gli Old Time Relijun decidono di mettersi a fare baccano con i Mudhoney e i Boss Hog dopo una notte passata a tracannare Whisky di pessima qualità ed il risultato potrebbe essere proprio questo.

Uno sguardo ad Oltremanica ed in primis ai fratelli Reid, i The Jesus and Mary Chains che Dio gli renda sempre merito, come a stringere un patto di sangue fra vecchio e nuovo mondo con la bella ed ispiratissima “Same New Things” e la non meno riuscita “Lisa Told Me”.

“Peeping Tom Crawl” è la perfetta lieson tra il country psichedelico dei Puppets e la carica infernale e demente dei Chrome Cranks.

In sostanza, tutto già sentito ma tutto molto molto appassionato ed amatoriale, un disco cigolante e maldestro, tanto Blues maledettamente rumoroso e scartavetrato denso di fumo, napalm da bere e saloon maledetti.

“Stessa sensazione di una centoventisette scassata e rumorosa che fluttua in spazi siderali...per quel che riguarda il noisy e la produzione, qui ci attestiamo sui livelli di una batteria di pentole 18-10 che rotola senza grazia lungo una rampa di scale, Clang-Clang! “ (Rock'n'rollSuicide dixit).. Mai parole furono così azzeccate!

PER QUANDO CI SI SENTE BURINI DENTRO!

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Riassunto del Bot

Il debutto degli Hunches è un'esplosione di garage punk e noise blues con sonorità grezze e primordiali tipiche della label In The Red. L'album 'Yes. No. Shut It.' mescola influenze da Cramps, Gun Club e The Jesus and Mary Chain, offrendo un'esperienza sonora rumorosa ma appassionata. Pur senza originalità estrema, il disco si distingue per energia e spirito autentico, ideale per chi ama il rock sporco e grezzo.

Tracce video

01   Murdering Train Track Blues (02:19)

02   10,000 Miles (01:32)

03   Static Disaster (02:48)

04   Explosion (02:59)

05   Hurricane (02:44)

06   Same New Thing (02:37)

07   Chainsawdomy (03:30)

08   Lisa Told Me (02:13)

09   Let Me Be (02:32)

10   Confusion (02:53)

11   Got Some Hate (01:30)

12   The Ballad (02:26)

13   Oh Woe Is Me (01:46)

14   Peeping Tom Crawl (03:00)

15   Accident (02:52)

The Hunches

The Hunches sono una band garage rock americana originaria dell'Oregon, nota per sonorità grezze, fuzz e rumore. Secondo la recensione su DeBaser, 'Yes. No. Shut It.' è stato pubblicato con collegamenti all'etichetta In The Red.
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