Copertina di The Mars Volta The Bedlam In Goliath
RabbitStew

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Per appassionati di musica progressive, fan dei mars volta, ascoltatori di rock sperimentale e funk
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LA RECENSIONE

Partiti alla grande con il primo album "Deloused in the comatorium" e giunti a fatica ad "Amputechture", era difficile pensare che i Mars Volta potessero stupire ancora, e invece ci sono riusciti. Il loro quarto album in studio suona ben diverso dal loro esordio: la voce di Cedric raggiunge tonalità sempre più elevate e i suoi testi sono sempre più ermetici e poeticamente irraggiungibili, Omar ha invece imparato a tessere trame fittissime entro cui comporre la sua musica.

Il disco inizia con la velocissima "Aberinkula", nome che richiama un tamburo tribale nigeriano; si prosegue con la funky-prog "Ilyena", la dolce e delicata "Tourniquet Man", la cavalcata aggressiva di "Ouroborous" (un antico simbolo raffigurante un serpente che, mordendosi la coda, forma un cerchio perfetto) e si chiude con il pezzo più bello e innovativo di tutto l'album, cioè "Conjugal Burns". Un pezzo degno di nota è anche "Goliath", un perfetto mix di attitudine blues-rock e prog.

Il disco sfiora i 75 minuti di durata e le tematiche sono riconducibili alla vita ultra-terrena, alla morte, al senso di colpa e all'espiazione. L'album segna l'entrata di Thomas Pridgen nel gruppo, uno dei più giovani e talentuosi batteristi del momento e il suo stile musicale fornisce nuova linfa a quello degli altri musicisti (tra le cui file bisogna ricordare l'ormai onnipresente John Frusciante). Insomma, dopo il mezzo falso passo di "Amputechture", i Mars Volta sembrano aver ritrovato loro stessi e il modo per confezionare album di ottima fattura. Ora attendiamo la consacrazione definitiva.

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Riassunto del Bot

Dopo un passo falso con 'Amputechture', i Mars Volta tornano in grande forma con 'The Bedlam In Goliath'. L'album si distingue per l'energia di Thomas Pridgen alla batteria, la voce intensa di Cedric e le complesse trame musicali di Omar, mescolando prog, funk e blues. I testi sono ermetici e poetici, mentre le tematiche spaziano dalla vita ultraterrena fino all'espiazione. Un disco lungo e denso che segna un rinvigorimento stilistico della band.

Tracce testi video

01   Aberinkula (05:44)

02   Metatron (08:11)

03   Ilyena (05:35)

06   Tourniquet Man (02:37)

09   Askepios (05:10)

10   Ouroborous (06:35)

12   Conjugal Burns (06:39)

13   Candy and a Currant Bun (02:24)

The Mars Volta

The Mars Volta sono un gruppo musicale statunitense nato dalle ceneri degli At The Drive-In per opera di Cedric Bixler-Zavala e Omar Rodríguez-López. Celebri per uno stile che fonde progressive, rock sperimentale, latin e psichedelia, sono noti per concerti interminabili e album-concept complessi. Attivi dal 2001, hanno segnato l'immaginario alternativo e prog del XXI secolo.
28 Recensioni

Altre recensioni

Di  paloz

 Penso che in questo stile i Mars Volta trovino davvero loro stessi, è il LORO stile, da adesso finalmente inconfondibile.

 Dopo 70 minuti d'ascolto, ti lasciano ancora con la bavetta alla bocca.


Di  farmit

 Quei due genietti di Cedric Bixler Zavala e Omar Rodriguez-Lopez sono riusciti a sorprendermi!

 Un ottimo album che riporta i Mars Volta ai fasti del primo album, confermandoli come tra i pochi artisti moderni che almeno si sforzano di proporre qualcosa di nuovo.