Copertina di The National Boxer
cangaceiro

• Voto:

Per amanti del rock alternativo, appassionati di musica malinconica e testi profondi, fan dei the national e delle atmosfere evocative
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LA RECENSIONE

Cosa fa di questo album una perla preziosa? Pochi elementi mescolati in maniera eccellente. Una voce baritonale eccezionale nella sua pulizia e nella sua intensità, un tappetto di suoni al servizio della voce che a tratti può apparire minimalista ma risulta sempre elegante ed evocativo, un mood malinconico che ti prende e ti culla per l'intero ascolto in qualche modo mitigando dei testi di sicuro impatto emotivo che potrebbero apparire più "disperati" con una diversa soluzione sonora, una capacità di "creare immagini" attraverso la musica che è rarissima, una capacità di scrittura (testi e musiche) di primissimo livello. Per chi ama il rock chitarristico (anche io lo amo) forse potrebbe sentirsi a volte l'esigenza di una scarica di adrenalina ma dopo vari ascolti semplicemente ci si rende conto che non è necessario: è tutto perfetto. Ogni composizione è un quadro che a dispetto di una certa omogeneità di approccio riesce a condurci su rive diverse. Difficile apprezzare qualcuna delle canzoni più delle altre: l'iniziale e gigantesca “Fake Empire” con un testo di una profondità disorientante, e le memorabili “Squallor Victoria” o “Start a War” (ancora una volta con testo di sofferta e dolente malinconia) o ancora la ballata per piano “Racing like a pro”. O il finale con il "botto" della dolce e delicata “Gospel”, impossibile da dimenticare dopo averla ascoltata e che regala emozioni e sensazioni al di là di qualsiasi possibile analisi critica. Ma davvero sarebbe ingeneroso verso tutti gli altri pezzi egualmente potenti ed incisivi promuovere dei pezzi "migliori". Spesso i National sono stati etichettati come degli ennesimi epigoni della "narrazione" e delle atmosfere dei Joy Division. L'ispirazione e il debito verso quel tipo di wave è indiscutibile come è altrettanto indiscutibile la personalità e l'unicità del gruppo canadese che con questo lavoro ha firmato un capolavoro destinato a rimanere a lungo nelle menti e nelle vene di chi riesce a farsi trascinare da questi ritmi placidi ma nello stesso tempo così vitali.

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Riassunto del Bot

Boxer dei The National è un album raffinato che unisce una voce baritonale intensa a sound minimalisti ed evocativi. La malinconia pervade l'opera, mitigando testi di forte impatto emotivo. Ogni brano si presenta come un quadro unico, senza canzoni dominanti. Nonostante paragoni con i Joy Division, la band americana si distingue per personalità e originalità, offrendo un capolavoro che emoziona profondamente.

The National

The National sono una band indie rock statunitense nata a Cincinnati nel 1999 e successivamente di base a Brooklyn. Guidati dalla voce baritonale di Matt Berninger, con Aaron e Bryce Dessner alle chitarre e Scott e Bryan Devendorf a basso e batteria, hanno pubblicato album acclamati come Alligator, Boxer e High Violet, fino al Grammy per Sleep Well Beast nel 2018.
11 Recensioni

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Di  Targetski

 Boxer è quello che voi provate girando per la città: gli amori che sognate dentro appartamenti che intravedete appena.

 L’intensità sfiora il dramma senza sprofondarci: potete fumare una sigaretta con stile, mascherando la nevrosi.